Storie di graphic journalism disponibili in ebook

Tra le diverse forme di storytelling anche quella del fumetto, dopo le incursioni e il successo nel mondo editoriale del graphic novel, ha avuto a che fare con il giornalismo.

The Atavist ha annunciato che pubblicherà nei prossimi mesi una non-fiction story di Tori Marlan insieme a John Neufeld, cartoonist di New York, che in passato ha pubblicato il celebre reportage a fumetti sui sopravvissuti all’uragano Katrina A.D.: New Orleans after the deluge.

Anche il graphic journalism inizia così a essere concepito in formato ebook. In Italia abbiamo iniziato a conoscerlo grazie a Internazionale con la rubrica “Cartoline da” inaugurata nel febbraio del 2007 insieme a Marco Lodoli e Lorenzo Mattotti e a editori come Beccogiallo.

Una testimonianza del fatto che questo genere è ormai consolidato anche in Italia è la mostra “Nuvole di confine. Graphic Journalism. L’arte del reportage a fumetti.” che aprirà il 14 aprile a Tolentino presso il Museo Internazionale dell’Umorismo dell’Arte. In mostra ci saranno oltre 100 tavole originali di diversi disegnatori: Aleksandar Zograf, Sarah Glidden, Guy Delisle, Lamia Ziadè, Marco Corona, Vincenzo Filosa, Paola Cannatella & Giuseppe Galeani e proprio Josh Neufeld.

Lettori e Autori: tecnologie digitali che favoriscono il long-form journalism

La novità delle settimane scorse in fatto di long-form journalism è stata senz’altro la nuova app di Longreads. Un’applicazione che ti permette di archiviare e leggere l’enorme quantità di articoli lunghi che vengono pubblicati in rete dai maggiori quotidiani e magazine e aggregati per l’appunto da Longreads.

Sembra dunque una scelta naturale a seguito di una già forte complementarità tra questo aggregatore e le varie applicazioni desktop e mobile di lettura posticipata quali in Instapaper, Read it later e Readibility.

Sul versante del lettore e della content curation troviamo quindi questa nuova disponibilità che si somma alle app già affermate e sopracitate, ma anche all’evoluzione mobile dei feed rss: Pulse, Zite e Flipboard (soprattutto la sezione Cool Curators) e a nuovi strumenti per piattaforme di blogging come il plugin Read it later per WordPress.

In fatto di strumenti per gli autori invece segnalo a distanza come l’avvento di iBooks Author abbia rappresentato un’ulteriore fronte sul campo di guerra tra i big Amazon ed Apple in relazione all’editoria digitale. Entrambi ora hanno a disposizione piattaforme per la creazioni di contenuti con formati proprietari da veicolare attraverso i propri store Kindle e Ibooks e da far fruire sui propri dispositivi mobili tablet ed ereader. IBooks author, viene presentato come strumento per favorire contenuti a livello didattico, ma riecheggia anche in qualche tweet come ottima possibilità per il giornalismo (come pure in maniera più strutturata e premeditata la sezione Kindle Singles del Kindle store).

Un altra novità e forse anche la più interessante è arrivata da The Atavist, non dai big. Come editore nativo digitale e multimediale già attivo da un anno ha pensato di rendere disponibile a terzi la propria piattaforma di gestione dei contenuti chiamata Periodic Technology, che permette di produrre ebook per diverse piattaforme di distribuzione, in particolare su Kindle, Nook, Kobo e iBooks.


Letture one-shot: l’ebook nel 2012

Per quanto riguarda iniziative ed eventi legati all’editoria digitale il 2012 parte all’insegna della brevità letteraria e la velocità di lettura. Proprio qualche settimana fa al Digital Book World si è tenuto a New York l’incontro Digital Shorts & Singles proposto da Evan Ratliff di The Atavist e Jack W. Perry.

L’intervento, come dalla descrizione, ha mirato a fare una carrellata delle iniziative più interessanti sul rapporto tra brevità e digitale trattando principalmente i distributori: oltre a Kindle Singles, che il 26 gennaio ha compiuto il suo primo anno di vita portando con sè ben 140 ebook, si è evidenziata anche la nuova sezione dell’Ibookstore Quick Reads.

In Italia ci sono stati i primi passi di alcuni editori “tradizionali”: Feltrinelli ha lanciano nel mese di dicembre Zoom che punta su brevi racconti a 0,99 euro. Super Santos di Roberto Saviano è l’ultimo racconto pubblicato in questa nuova collana.

Apogeo invece ha puntato sulla modularità soprattutto nell’ambito didattico con Spicchi, iniziativa che da la possibilità al lettore di comporsi il proprio ebook scegliendo i capitoli di diversi testi di saggistica e manualistica.
Infine segnalo l’iniziativa di Fazi Editore con la nuova collana One Euro, piccoli saggi e pamphlet in italiano e inglese per comprendere i grandi cambiamenti economici, finanziari e geopolitici in atto.

Dunque sembra che il formato digitale si presti ottimamente oltre che per la multimedialità, vedi il boom di libri app per bambini, anche per la brevità letteraria e la lettura one-shot. Non a caso BrainPickings più di un anno fa nel proporre le 7 iniziative editoriali più innovative aveva incluso 7 tra editori digitali nativi e piattaforme con uno stretto rapporto con i generi brevi.

Ona 2011: nuove piattaforme e giornalismo digitale in conferenza

Continua a farsi strada la convinzione, almeno oltreoceano, che il giornalismo narrativo e il digitale abbiano un destino comune e sostenibile.

Un segnale concreto di questa tendenza è dato dagli eventi e dagli incontri dedicati al long-form journalism e al giornalismo digitale: vi ho già parlato di SXSW 2012, ora vi segnalo l’Ona 2011 (Online News Association Conference), evento che si terrà a Boston dal 22 al 24 settembre. Tra gli appuntamenti in programma troviamo l’incontro “New Platform for Long-form Journalism” con Joshua Benton del Nieman Journalism Lab, Evan Ratliff di The Atavist e Mark Armstrong di Longreads.

I motivi per cui negli States il numero di ebook dediti al long-form journalism sono in continua crescita possono essere inquadrati in questi brevi punti:

  • Giornalisti, riviste ed editori attenti e reattivi ai cambiamenti e ai nuovi modelli di business,
  • Un bacino elevato di lettori, grazie alla lingua inglese,
  • Il radicamento che l’editoria digitale sta avendo sull’intero comparto editoriale, si parla infatti di un buon 10% (dati 2010).

Lo stesso non si può dire per l’Italia però, dove il mercato dell’ebook è ancora neonato nei numeri, anche se in crescita (0,04%, dati 2010), ma abbastanza maturo nelle intenzioni e nei progetti (piattaforme di distribuzione e servizi agli editori).

Secondo l’Associazione Italiana Editori sono state 660.000 le persone che nel 2010 hanno comprato almeno un ebook. L’offerta di titoli italiani in eBook è passato da 1.619 del gennaio 2010 a circa 11.000 del giugno 2011 con vendite stimate a 220.000/250.000 unità. In poco più di 12 mesi 471 editori hanno pubblicato almeno un ebook. Secondo uno studio del luglio 2011 condotto da Bookrepublic e da A.T. Kearney la previsione per la fine del 2011 è di 20.000 titoli e di 900.000/1.500.000 ebook venduti (incremento dal 350 al 600%).

Spero vivamente che nell’edizione 2012 del Festival del Giornalismo di Perugia, sempre pieno di novità e stimoli, ci sia spazio anche per parlare di long-form journalism in Italia.

SXSW 2012 e long-form journalism

Anche nell’edizione 2012 del South by Southwest (SXSW), l’insieme di festival dedicati a film, musica e web, che si tiene ogni marzo a Austin in Texas, ci sarà un panel dedicato al giornalismo narrativo.
Nel 2011 a intervenire erano stati Max Linsky di Longform e Evan Ratliff di the Atavist con l’eloquente The death of the death of long-form journalism, nel quale si avanzava l’idea che grazie alle tecnologie digitali, in particolare dispositivi di lettura e applicazioni, le storie approfondite avrebbero potuto avere una nuova audience.
Ora nel programma del 2012 è già fissato un intervento di David Plotz del magazine Slate insieme a Evan Ratliff di the Atavist dal titolo  “140 Characters Vs. 14000 Words – The New Long-form”. Il titolo fa presagire una discussione sulla convivenza di questi due modelli di giornalismo digitale ma anche del rapporto tra long-form journalism e la sua diffusione attraverso Twitter, strumento definito dall’editor di The Atlantic James Bennet in occasione dell’Aspen Ideas Festival  (luglio 2011) “a wonderful recommendation machine”.

Twitter, for us, has been a wonderful way, a new way to engage people with our magazine content, as well as all the Web content we do. It’s amazing to watch, because you can see it happening, the way a story in a new issue or sometimes in an issue published 20 years ago, will get discovered and passed around on Twitter, and it is this wonderful, wonderful recommendation machine.