Salone del Libro, ecco il primo vincitore di #leggodigitale

Primo giorno di Salone del Libro, prima passerella torinese per la nuova Informant, primi tweet della nostra campagna #leggodigitale. E naturalmente primo vincitore: ad aggiudicarsi il download gratuito di un titolo a scelta dal nostro catalogo ieri è stato Ciro Pellegrino, con il suo tweet delle 17,25.

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Ma a partire da ieri mattina – quando abbiamo lanciato l’hashtag attraverso il quale vi abbiamo chiesto di esprimere come, dove, quando, cosa e perché leggete in digitale – siete stati in tantissimi a twittare pensieri, aforismi e foto. Qui in basso pubblichiamo alcuni dei vostri cinguettii che ci sono piaciuti di più.

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Non scoraggiatevi se non avete vinto: potrete riprovarci a partire da oggi. La campagna #leggodigitale, infatti, proseguirà fino al termine della prossima settimana. A partire da domenica 18 maggio costruiremo uno storify sulla campagna e premieremo il tweet più originale in assoluto con cinque download gratuiti dal nostro catalogo.

Fin qui il contest. Da stamattina, come detto, si ricomincia. Ma visto che, come detto, per Informant si trattava del debutto al Salone in veste di espositore, abbiamo raccolto qua e là alcune istantanee che vogliamo regalarvi.

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Vi ricordiamo che potete venirci a trovare quando volete. Ci trovate all’ebookcafe, area Book to the future, pieno settore digitale del Salone. Stand K151, molto vicino alla Sala convegni, ma in zona abbastanza tranquilla. È facile trovarci. E di motivi per venirci a trovare, quest’anno, ce ne sono molti. Offerte speciali, gadget, la possibilità di consultare in preview sui nuovi reader Onyx (gentilmente messi a disposizione da Artatech) i nostri titoli e quelli dei nostri compagni d’avventura Quintadicopertina e Asterisk. Qua, invece, trovate l’elenco dei panel organizzati dal nostro stand. Ci vediamo al padiglione 2!

#leggodigitale, fateci sentire le vostre voci

LeggoDigitale

Vi abbiamo già raccontato che saremo a Torino, invitato a passare a trovarci allo stand #ebookcafe e ricordato gli appuntamenti ai quali parteciperemo. Oggi lanciamo una piccola campagna che inizierà proprio con il Salone del libro per concludersi la settimana successiva.

Posto che per noi la competizione tra ebook e libro cartaceo non è una cosa di cui abbia troppo senso parlare (un libro è un libro, indipendentemente dal formato in cui lo si veicola) vogliamo rivolgerci a voi, per capire come, quando, cosa, dove, perché vi piace leggere libri in formato elettronico. Per questo vi chiediamo di twittare, utilizzando l’hashtag #leggodigitale, le vostre foto, i vostri pensieri, le vostre motivazioni sul tema.

Al termine di ogni giornata, durante il Salone, selezioneremo il miglior tweet il cui autore si aggiudicherà un ebook Informant. Il contest continuerà per tutta la settimana successiva. A partire da domenica 18 maggio costruiremo uno storify sulla campagna e premieremo il tweet più originale in assoluto con cinque download gratuiti dal nostro catalogo.

Seguiteci sui nostri profili Twitter e Facebook per gli aggiornamenti dal Salone con hashtag #SalTo14 e #ebookcafe. E nel frattempo twittate il vostro #leggodigitale e magari «chiocciolateci» pure… Vi aspettiamo!

Tre cose sul Festival del giornalismo di Perugia

Si è appena chiusa l’edizione 2014 del Festival del Giornalismo di Perugia, per tutti #ijf14, un hashtag dal tale effetto bombing che nel weekend ha costretto all’inseguimento persino l’allerta maltempo e Genny ‘a carogna. Per Informant era la prima volta nel suo nuovo assetto: stavamo lì, tra un panel e un selfie, per lavorare, incontrare persone, raccontare chi siamo e soprattutto cercare di capirne di più su dove stia andando l’informazione. Non siamo sicuri di averlo capito. Però qualche idea ce la siamo fatta.

Informant Team

Informant Team

Pubblico

Pubblico

Panel

Panel longform

Antonio Talia

Antonio Talia

1. L’informazione di qualità non è esaurita e non sembra destinata a esaurirsi, né sul fronte della domanda né su quello dell’offerta.
C’è ancora tanta fame di news e di giornalisti ed editori in grado di proporle: a Perugia abbiamo avuto modo di toccarlo con mano. Semplicemente, il panorama si sta modificando in maniera ancora più rapida e più radicale del previsto. Concetto banale finché volete, ma è necessario farci i conti per chi come noi si muove all’interno di questo mondo dovendo trovare in fretta nuovi modi per veicolare i propri contenuti. Qui, qui, qui e qui ci sono alcuni dei tentativi che ci hanno favorevolmente impressionato, illustrati proprio dai loro ideatori.

2. Il digitale sembra supportare una cultura dell’informazione che si fonda su contenuti sempre più brevi e sintetici, adatti a tempi di attenzione molto brevi. Ma è proprio dentro questa realtà che oggi trovano nuova vita reportage, inchieste e forme lunghe di racconto giornalistico. Tutti (o quasi) gli addetti ai lavori concordano sul fatto che il long form journalism, passando dallo schermo alla carta, manterrà e anzi probabilmente implementerà la sua funzione. A patto che si trovino le piattaforme ideali per finanziare, distribuire, divulgare e soprattutto monetizzare questi contenuti, arriccchendoli con una buona dose di multimediale. Abbiamo provato a ragionarci, con alcuni amici, nel corso di uno dei panel più interessanti del Festival, che potete rivedere in streaming qui.

3. Il Festival, quest’anno reso possibile grazie al crowdfunding e a un parterre di sponsor notevole, con Google e Amazon che di fatto hanno preso il posto di Comune e Provincia (e anche questo dovrebbe dirci molto…), è un’esperienza bellissima. Un’occasione di approfondimento, di discussione, e se si ha la pazienza di prendere appunti, privilegiando i panel seri e non le sfilate di vip, anche un ottimo corso di aggiornamento. Oltre che un momento di confronto unico, soprattutto per una startup giovane come la nostra, ancora in cerca di contatti, ricette, idee. Grazie quindi ad Arianna Ciccone e Chris Potter, gli organizzatori, e all’esercito dei giovanissimi volontari con il loro entusiasmo contagioso.

Ci vediamo a #ijf15, se sopravviviamo. Qui sopra, invece, nei prossimi giorni, troverete informazioni e update sulla nostra partecipazione al Salone del Libro di Torino. Intanto vi ricordiamo gli hashtag attraverso i quali parleremo durante la kermesse: #SalTo14 (official), #ebookcafe (il nostro stand), #leggodigitale (la nostra campagna). Stay tuned!

Singapore Connection: l’arresto di Perumal e i rischi per Brasile 2014

Per lui gli uomini dell’Interpol avevano coniato il soprannome di «Maradona della combine». E nessun Maradona, come è ovvio, alla vigilia di un mondiale di calcio si accontenta di restare in panchina. Probabilmente è proprio per questo motivo che Wilson Raj Perumal è finito di nuovo in manette martedì 22 aprile. Ad arrestarlo, proprio come nel 2010, è stata la polizia di Helsinki, che ha dato corso a un mandato di cattura spiccato dalla polizia di Singapore.

Ma che c’entrano Singapore, la Finalandia e soprattutto la coppa del mondo con questo omone di etnia Tamil? Molto, moltissimo. Perché mister Wilson è stato – e forse era tuttora, a sentire i racconti degli ispettori Interpol che non avevano mai smesso di seguirlo – uno degli uomini di punta della Singapore Connection raccontata nel nostro ebook di pochi mesi fa. Un ristretto numero di uomini che, attraverso triangolazioni complesse e un meccanismo finanziariamente simile a quello del franchising, negli ultimi quindici anni sono riusciti a truccare centinaia di partite di ogni serie e di ogni campionato in qualsiasi angolo del mondo. Scommettendo sul risultato esatto e guadagnando spesso cifre da capogiro.

Due anni e mezzo fa, Perumal è stato arrestato in Finlandia e da allora ha cominciato a collaborare con i giudici di mezza Europa e gli organismi antifrode internazionali. La magistratura lo ritiene attendibile: le sue rivelazioni hanno dato il via alla seconda fase dell’inchiesta Last Bet, coordinata dalla Procura di Cremona e dal servizio centrale operativo della polizia, che nell’ultimo biennio ha messo a dura prova la credibilità del pallone nostrano. Ma sarebbero anche all’origine degli arresti che il 18 settembre scorso, a Singapore City, hanno portato in carcere 14 presunti affiliati all’organizzazione, compreso il pericoloso boss Tan Seet Eng, anche lui inseguito da un mandato di cattura internazionale.

All’inizio del 2013 Wilson, oggi 47enne, è stato estradato in Ungheria, dove le sue informazioni sugli intrecci fra incontri sospetti del campionato locale, criminalità organizzata slava e asiatica gli sono valse l’ingresso nel programma di protezione testimoni. Ma gli uomini dell’Interpol e quelli dell’Essa (European Sport Security Association, l’organizzazione finanziata fdalla Fifa e dalle società di betting del circuito legale) hanno continuato a seguire da vicino gli spostamenti dell’ex intermediario. Scoprendo che la sua «seconda vita» era molto simile alla prima. Forse troppo: soldi, contatti telefonici e informatici con calciatori e agenti Fifa di tutto il mondo, un attivismo preoccupante per chi invece avrebbe dovuto starsene buono buono.

Non è ancora chiaro come e perché Wilson sia riuscito a tornare in Finlandia, dove si era trasferito nel 2010 (dopo una tappa londinese) in fuga da una richiesta d’arresto singaporiana per il tentato omicidio di un poliziotto. Né é chiaro se davvero stesse manovrando nell’ombra per diventare finalmente il numero uno del matchfixing, approfittando della detenzione di molti dei suoi ex soci e rispolverando conoscenze e contattimai del tutto finiti in soffitta. Né, infine, si è compreso se la richiesta di estradizione in arrivo dall’Asia abbia a che fare con la precedente retata e con la guerra tra bande – di cui molti ci hanno riferito nel corso del nostro reportage – in vista dell’appuntamento più importante. Ne sapremo di più nei prossimi giorni, ma è doveroso non abbassare la guardia: anche perché del tentativo della gang, o quantomeno di soggetti ad essa strettamente legati, di influenzare la competizione aveva già parlato nei mesi scorsi il gip di Cremona Guido Salvini: «Le nostre informazioni riguardano la manipolazione di un gran numero di partite in molti paesi e ad altissimo livello» scriveva il giudice solo pochi mesi fa nella quarta ordinanza dell’inchiesta Last Bet «sino a progettare, a quanto sembra, un piano di interventi illeciti sui prossimi campionati del mondo che si svolgeranno in Brasile».

Anche alcune settimane fa si era parlato dei Mondiali del prossimo anno: in un’inchiesta sulle scommesse in Inghilterra, in un’intercettazione telefonica, una delle persone coinvolte (due britannici con cittadinanza di Singapore) affermava: “Posso truccare le partite dei Mondiali”.

Lo stesso Perumal, in un libro-intervista appena pubblicato aveva rivelato ai giornalisti Alessandro Righi ed Emanuele Piano di aver aiutato Honduras e Nigeria a qualificarsi per i Mondiali in Sudafrica del 2010.

In “Singapore Connection”, l’ebook-reportage realizzato con Gianluca Ferraris, abbiamo incontrato alcuni uomini della gang per le strade della metropoli asiatica, indagando a fondo i meccanismi finanziari e le ragioni storiche che hanno consentito a Singapore di diventare la capitale del calcioscommesse mondiale.

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Mancano ormai poche settimane a Brasile 2014, e la “Singapore Connection” sembra essere ancora in piena attività: noi continueremo a indagare e pubblicheremo presto nuovi aggiornamenti

Affare Bitcoin mercoledì allo spazio Open di Milano

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Avete mai pensato di ordinare una pizza con una moneta digitale? Gabriele De Palma nel suo e-book Affare Bitcoin è stato il primo autore italiano a spiegare in maniera chiara ed esaustiva la figura della valuta peer to peer che elimina la mediazione delle banche centrali e introduce un sistema di pagamento innovativo. L’ebook illustra, inoltre, quali sono i pro e i contro di questa moneta così rivoluzionaria e quale ruolo ricoprirebbe nell’economia mondiale. Progettata nel 2009 da un anonimo nascosto sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, la cybermoneta non è su carta ma su bit e utilizza transazioni anonime e cifrate.

Che Bitcoin sia davvero l’unità di misura del futuro? Di certo negli ultimi mesi polemiche e ricadute giudiziarie non sono mancate. Per questo abbiamo deciso di riparlarne nel corso di una nuova presentazione che si terrà mercoledì alle 19 allo spazio Open di Milano (via Montenero 6). A discuterne, insieme all’autore, ci sarà Giuliano Balestreri, giornalista economico di Repubblica. L’ebook sarà acquistabile prima e dopo l’evento direttamente in libreria grazie al sistema dei coupon Informant.

Salone del Libro di Torino, la nostra prima volta

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Ci siamo quasi. Per la prima volta quest’anno Informant sarà presente al Salone del Libro di Torino, uno degli eventi più importanti dell’anno. Sbarcheremo in Piemonte subito dopo il Festival del Giornalismo di Perugia, altro appuntamento clou della stagione per chi si occupa di nuove forme di narrazione, e del quale vi racconteremo in un prossimo post.

A Torino saremo presenti all’interno dell’area di Book to the future, nel settore digitale del Salone. Stand K151, molto vicino alla sala convegni, ma in zona abbastanza tranquilla. Sarà facile trovarci. E di motivi per venirci a trovare, quest’anno, ce ne saranno parecchi.

Intanto, perché presso il nostro stand, ben evidenziato dall’insegna #ebookcafé, saranno a disposizione sedie e tavolini, dove fermarsi a leggere nel bailamme della fiera. Se non avete un tablet o un e-reader, non preoccupatevi: grazie a una collaborazione con Artatech, saranno a disposizione di tutti diversi devices Onyx di ultima generazione, con al loro interno i testi da sfogliare per decidere se acquistarli, proprio come accade con i libri cartacei. Per chi verrà a trovarci abbiamo messo a punto anche un’offerta speciale legata ai nostri titoli e una piccola tweetcampagna che metterà in palio download gratuiti, sulla quale non vi anticipiamo nulla.

Al nostro stand, però, non troverete solo gli ebook targati Informant. Assieme a noi, ci saranno Quintadicopertina e Asterisk Edizioni, anche loro con i loro ebook freschi di digitalizzazione che spaziano dalla narrativa alla saggistica. Ci sarà anche uno spazio per gli ebook gratuiti e l’offerta informativa di AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, che da anni fa informazione e propone servizi utili per le persone con sclerosi multipla attraverso pubblicazioni cartacee e digitali. E infine avremo come coinquilini gli amici di Quotidiano Piemontese, grazie a cui riusciremo a creare una comunicazione che oltrepassi la dimensione fisica del salone e vada in rete, aggiornandovi tempestivamente su tutto quanto sta accadendo.

E a fine giornata, se lo vorrete, non mancheremo di offrirvi un buon bicchiere di vino. Rigorosamente made in Piemonte.

Oltre a passare a trovarci allo stand K151, abbiamo co-organizzato una serie di incontri dove potrete confrontarvi anche con i nostri autori e collaboratori. Eccoli:

Giovedì 8 maggio ore 11 – Se Maria Montessori avesse insegnato in cloud  [a cura di Quintadicopertina e Asterisk]

Intervengono: Francesco Langella e Stefania Fabri

Coordina: Fabrizio Venerandi

Giovedì 8 maggio ore 19 – Il giornalismo d’inchiesta dall’ebook allo spettacolo teatrale [a cura di Quotidiano Piemontese, Quintadicopertina, Asterisk e Informant]

Intervengono: Maurizio Pagliassotti e Paolo Piacenza

Coordina: Vittorio Pasteris

Sabato 10 maggio ore 17 –  Se Montanelli avesse avuto un tablet [a cura di Informant, Asterisk, Quintadicopertina e Quotidiano Piemontese]

Intervengono: Antonella Appiano, Gianluca Ferraris, Andrea Paracchini, Vittorio Pasteris, Filippo Pretolani, Antonio Talia

Coordina: Annarita Briganti

Domenica 11 maggio ore 14 – Se Marco Polo avesse avuto un blog [a cura di Asterisk edizioni, Quintadicopertina, Quotodiano Piemontese e Informant]

Intervengono: Giovanni Arata, Maria Cecilia Averame, Rodolfo Baggio, Francesca Fiore, Roberta Pesetti

Coordina: Giusi Carai

 

L’hashtag da utilizzare per i nostri appuntamenti, oltre a quello ufficiale #salto14, è #ebookcafe. Continuate a seguirci!

Gli ebook si comprano, si presentano, si dedicano. In libreria!

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La giornata mondiale del libro, che cade oggi, ci sembrava l’occasione migliore per celebrare la nostra ultima presentazione, quella dell’ebook di Arianna Giunti La cella liscia. Pubblicato alla fine di febbraio, il libro di Arianna (un’inchiesta seria, coraggiosa, documentata, che ci ha fatti innamorare come lettori prima ancora che come editori) sta continuando a darci grandi soddisfazioni.

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Ieri lo abbiamo presentato allo spazio Open di viale Montenero a Milano, uno dei soggetti con i quali abbiamo iniziato a collaborare e nei confronti del quale non possiamo che avere belle parole. Eventi come quello di ieri ci hanno dimostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’ebook non è qualcosa che l’editoria tradizionale o il circuito delle librerie devono temere, né un «parente povero» del libro in senso stretto. E’ un libro come tutti gli altri, anzi, con delle potenzialità in più.

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Ma non per questo intende rinunciare alle funzioni più classiche: far riflettere e svagare il lettore, anche soltanto per un paio d’ore; stimolare le discussioni; esaltare l’approfondimento (nel nostro caso quello giornalistico) proprio nel momento in cui, per mille ragioni diverse, la carta stampata se ne tiene perlopiù alla larga; creare una community che coinvolga chi scrive e chi legge. In una parola, fare cultura.

Questi sono alcuni scatti della serata di ieri: vedere una libreria piena in una Milano deserta, osservare un pubblico assorto, assistere al firmacopie (anzi, firmacoupon) dell’autrice e alla soddisfazione di chi c’era e di chi ci ha ospitato, ci ha fatto un piacere immenso. E ha confermato che i nostri ebook, come quelli di chiunque altro, possono essere tranquillamente vissuti come libri al 100%.

 

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PS1: Grazie ad Annarita Briganti, scrittrice e giornalista di Repubblica, per l’ottima moderazione, e ai relatori intervenuti per aver accettato di esserci e per aver discusso con passione su un tema importante ma certo non facile o alla portata di tutti.

PS2: nonostante un altro ponte imminente, non ci fermiamo. Mercoledì 30 aprile, sempre da Open, presenteremo Affare Bitcoin di Gabriele De Palma, un altro dei nostri ebook che affronta in profondità un tema di grande attualità. Presto altri dettagli. Continuate a seguirci!

La Cella Liscia: discutere di carceri oltre le “emergenze”

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Emergenza: quando questa parola compare tra i titoli di quotidiani, siti web e telegiornali, come prima reazione sbuffo, scuoto la testa e – se si tratta di una giornata pesante – impreco anche un po’.

Quell’etichetta “emergenza” che abbonda un po’ su tutti i media andrebbe applicata solamente alle calamità naturali e ai disastri causati dall’uomo, mentre negli altri casi si tratta spesso di sensazionalismi creati ad arte, oppure di fenomeni complessi che meriterebbero un’analisi molto più approfondita. Ecco una delle ragioni per cui Informant ha deciso di pubblicare l’ebook di Arianna Giunti La Cella Liscia- storie di ordinaria ingiustizia nelle carceri italiane: la situazione dei penitenziari del nostro Paese, portata alla ribalta negli ultimi mesi dalla sentenza Torreggiani della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e dal caso Cancellieri-Ligresti, non è un problema recente.

Le catene di suicidi tra detenuti e guardie carcerarie, i racconti di violenze e soprusi dietro le mura dei penitenziari, le pratiche che lambiscono o superano i limiti della tortura, non nascono dal nulla: in La Cella Liscia Arianna Giunti ha raccolto testimonianze e atti giudiziari, raccontando un mondo sommerso che pone seri interrogativi al nostro status di cittadini. Questa sera Arianna Giunti presenterà La Cella Liscia al circolo Cooperativa Portalupi di Vigevano: con lei, sul palco, ci sarà anche un cronista attento ai fenomeni criminali come Luca Rinaldi. Martedì 22 La Cella Liscia sarà allo spazio Open Milano: l’evento sarà moderato dalla giornalista e scrittrice Annarita Briganti, che discuterà di carceri con la garante dei diritti dei detenuti del Comune di Milano Alessandra Naldi e gli avvocati esperti di diritti umani Claudio DeFilippi e Eugenio Losco. Per Informant fare informazione significa anche questo: usare il giornalismo narrativo per mettere a fuoco fenomeni complessi. Al di là delle emergenze.

#Luminol: persi nel supermarket

Immagina un pomeriggio come tanti, al supermercato: avanzi attraverso lunghe file di scaffali e sai a memoria dove si trovano i tuoi prodotti preferiti. Mentre li riponi nel carrello quasi ti sembra di sentirne il sapore nel palato, sempre lo stesso, così familiare, così rassicurante. E poi una vertigine improvvisa, un lampo, e quel luogo confortevole si trasforma in un posto sconosciuto e ostile: ti sei perduto al supermarket, non potrai più fare shopping serenamente.

Avete mai provato questa sensazione anche al supermercato dell’informazione? Qui a Informant siamo sicuri di sì: il mondo dei media –online, cartacei , tv- somiglia sempre di più a un supermarket dove il lettore mette nel carrello esattamente il tipo di prodotto necessario a rafforzare le sue convinzioni. Se voglio essere rassicurato su temi diversi tra loro come il sesso degli adolescenti o l’efficacia di metodi terapeutici alternativi so esattamente a quale scaffale rivolgermi. Nessuna sorpresa, molta pigrizia: sì, da quando c’è internet gli adolescenti sono sempre più perversi; sì, le grandi corporazioni farmaceutiche nascondono al cittadino metodi di cura a basso prezzo.

Ma qui a Informant siamo anche convinti che il momento “Lost in the supermarket” stia diventando sempre più frequente. Di più: noi, questa sferzata di straniamento, vogliamo davvero riuscire a viverla e trasmetterla.

Ecco perché Informant pubblicherà presto #Luminol, l’ebook di Mafe De Baggis  che offre un’angolazione obliqua, diversa e sorprendente sul mondo del web.

La tesi che Mafe racconta nell’ebook è la stessa che sta sviluppando da tempo: internet è come il luminol, il liquido impiegato nelle indagini sul luogo di un delitto per ritrovare tracce organiche. Allo stesso modo, comportamenti positivi o devianti già presenti nella società non sono causati dalla rete: internet porta solamente alla ribalta qualcosa che era rimasto sommerso o sottinteso.

#Luminol non è solo un ebook presto disponibile in tutti i negozi online; #Luminol è anche un laboratorio continuo su GallizioLab, dove ogni giorno Mafe analizzerà una notizia alla luce di questa prospettiva alternativa sul web.

Qui trovate un primo Storify del progetto, e nelle prossime settimane Informant e GallizioLab continueranno a spargere tracce di #Luminol in giro per la rete.

Veniteci a trovare sabato 12 aprile alla libreria Open di Milano alle 17:30 durante lo spazio “Open for bloggers”: chiacchiereremo un po’ sul tema.

E continuate a seguirci: perdersi tutti insieme al supermarket dell’informazione può essere davvero sorprendente.

Ridurre i burocrati (Marco Cobianchi)

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Chiunque si sia occupato anche superficialmente di organizzazione aziendale e di risanamento di strutture economiche in crisi lo sa benissimo: se si vuole ridurre la burocrazia occorre ridurre i burocrati. Non c’è altra strada. Non è un augurio, nessuno spera che si arrivi a licenziare (o a prepensionare) migliaia di dipendenti pubblici, ma la regola «meno burocrazia=meno burocrati» è difficilmente aggirabile. Ridurre i buriocrati significa in primo luogo sopprimere intere strutture, non semplicemente accorpare o redistribuire il carico di lavoro. Significa semplicemente chiuderle.

Il governo Renzi dovrebbe saperlo bene, e, in parte, ha dimostrato di saperlo, almeno a livello di annunci. Proprio oggi il premier ha lanciato il piano «Sforbicia Italia», con l’obiettivo di raggranellare almeno 6 miliardi di euro tagliando o accorpando enti, consorzi, società doppione e aziende controllate dalla politica nazionale e locale. Nel mirino sono già finite parecchie strutture: dalle Ragionerie territoriali alle sedi distaccate dell’Agenzia delle Entrate. Passando per le Camere di commercio, gli enti inutili e, soprattutto, soggetti come Aci, Motorizzazioni e Consorzi di bonifica. Oltre all’universo delle società municipalizzate. 

Decidere di chiudere interi pezzi di Stato è una scelta politicamente difficilissima. Eppure si dovrebbe fare. La mia convinzione è diventata certezza quando mi è capitato, un paio di anni fa, di perdere la patente. Può succedere, succede a tutti. E invece no: non dovrebbe succedere. E, soprattutto, non dovrebbe succedere che quando ti arriva a casa il duplicato, tu non ci sei. A me è successo. E, per rifare la patente, invece di pagare una specie di pizzo all’Aci perché se ne occupasse lei al posto mio, sono andato alla Motorizzazione Civile di Milano. Ufficio distaccato di uno di quei santuari che Renzi dichiara di voler abbattere. Per questo non posso non essere d’accordo con lui. E’ stata un’esperienza allucinante. Sono entrato in un microcosmo che vive di regole tutte sue, scollegato dal resto dell’Universo, del tutto autonomo rispetto ai progressi della tecnologia, indifferente al buon senso, impermeabile all’idea di “servizio”. La Motorizzazione risponde solo a sé stessa e alle sue regole. Alla sua tradizione e ai suoi meccanismi.

E’ stata un’esperienza talmente educativa sullo stato della burocrazia italiana che ho deciso di scriverci un ebook. Che fa ridere, fa molto ridere, perché le disavventure che ho passato e, soprattutto, le persone che ho incontrato là dentro, sono oggettivamente ridicole agli occhi di una persona che viene dal mondo normale. Ma fa anche piangere, perché mi è apparso solare che nessuna riforma è possibile per strutture così elefantiache ed autoreferenziali. La Motorizzazione Civile, come tanti altri enti che sembrano utili, va semplicemente chiusa. Buon divertimento.

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