Salone di Torino, un gran bel sabato

È passato anche il sabato, da sempre il giorno clou del Salone del Libro. E per noi di Informant è stata una giornata importantissima: sia per le visite al nostro stand #ebookcafe (che dividiamo con gli amici di Quintadicopertina, Asterisk e Quotidianopiemontese), sia per i tantissimi ospiti che hanno acquistato i nostri ebook, sia soprattutto per il successo registrato dal panel «Se Montanelli avesse avuto un tablet», ospitato all’interno dell’area Book To The Future e all’interno del quale i nostri autori Gianluca Ferraris e Antonio Talia hanno raccontato l’esperienza di Singapore Connection. Ecco qualche scatto della conferenza di ieri.

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Anche ieri, nonostante la giornata caotica, non abbiamo perso di vista la nostra campagna #leggodigitale, e ci conforta sapere che non lo avete fatto neanche voi: in meno di dodici ore abbiamo ricevuto più tweet che nei due giorni precedenti. Molti dei quali bellissimi: ci fa piacere riproporne alcuni.

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Ad aggiudicarsi la poalma del migliore tweet di giornata, e dunque la possibilità di scaricare gratuitamente un ebook a scelta tra quelli targati Informant, ieri è stato Giuliano Favro, con il suo tweet delle 19,55.

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Non scoraggiatevi se non avete vinto: potrete riprovarci oggi, domani e anche nei giorni successivi alla fine del Salone. La campagna #leggodigitale, infatti, proseguirà fino al termine della prossima settimana. A partire da domenica 18 maggio costruiremo uno Storify sul tema e premieremo il tweet più originale in assoluto con cinque download gratuiti dal nostro catalogo.

L’invito a venire a trovarci al nostro stand (K151, padiglione 2, area Book to the future), naturalmente, è sempre valido. Saremo felici di farvi sfogliare i nostri ebook sui nuovi tablet e reader Onyx messi a disposizione dal nostro partner Artatech, o anche solo di scambiare quattro chiacchiere con voi o offrirvi un bicchiere di vino, rigorosamente made in Piemonte. Non mancate, vi aspettiamo!

 

 

 

 

 

 

Salone del libro, buona anche la seconda

Secondo giorno di Salone del Libro, tanti ebook venduti, tantissimi tweet per la nostra campagna #leggodigitale. Scegliere, stavolta, è stato dunque ancora più difficile, ma ad ogni modo ce l’abbiamo fatta anche stavolta: ad aggiudicarsi il download gratuito di un titolo Informant nel contest terminato alle 20 di ieri sera è stata Franca Roiatti, con il suo tweet delle 15,34.

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Non scoraggiatevi se non avete vinto: potrete riprovarci oggi, domani e anche nei giorni successivi alla fine del Salone. La campagna #leggodigitale, infatti, proseguirà fino al termine della prossima settimana. A partire da domenica 18 maggio costruiremo uno storify in tema e premieremo il tweet più originale in assoluto con cinque download gratuiti dal nostro catalogo.

Come abbiamo fatto ieri, anche oggi vogliamo proporvi qualche scatto della giornata appena trascorsa allo stand #ebookcafe insieme agli amici di Quintadicopertina, Asterisk e Quotidianopiemontese. E soprattutto ai lettori che hanno voluto darci fiducia. Non era scontato in un contesto come questo, dove al di là di tutti i proclami di facciata l’editoria digitale continua a venire trattata come un corpo estraneo e sfavorita da regole tagliate su un mercato che non c’è più (vedi alla voce wifi e copertura Internet in genere…)

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L’invito a venire a trovarci al nostro stand (K151, padiglione 2, area Book to the future), naturalmente, è sempre valido. Oggi per passare c’è un motivo in più: alle 17, insieme ai nostri coinquilini, daremo vita a un panel sul reportage giornalistico nell’era del web 2.0, moderato dalla giornalista di Repubblica Annarita Briganti. Con la partecipazione di Gallizio e degli autori del nostro ebook Singapore Connection, Antonio Talia e Gianluca Ferraris. I dettagli dell’incontro li trovate sul programma ufficiale. Ci vediamo al Salone!

 

 

Salone del Libro, ecco il primo vincitore di #leggodigitale

Primo giorno di Salone del Libro, prima passerella torinese per la nuova Informant, primi tweet della nostra campagna #leggodigitale. E naturalmente primo vincitore: ad aggiudicarsi il download gratuito di un titolo a scelta dal nostro catalogo ieri è stato Ciro Pellegrino, con il suo tweet delle 17,25.

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Ma a partire da ieri mattina – quando abbiamo lanciato l’hashtag attraverso il quale vi abbiamo chiesto di esprimere come, dove, quando, cosa e perché leggete in digitale – siete stati in tantissimi a twittare pensieri, aforismi e foto. Qui in basso pubblichiamo alcuni dei vostri cinguettii che ci sono piaciuti di più.

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Non scoraggiatevi se non avete vinto: potrete riprovarci a partire da oggi. La campagna #leggodigitale, infatti, proseguirà fino al termine della prossima settimana. A partire da domenica 18 maggio costruiremo uno storify sulla campagna e premieremo il tweet più originale in assoluto con cinque download gratuiti dal nostro catalogo.

Fin qui il contest. Da stamattina, come detto, si ricomincia. Ma visto che, come detto, per Informant si trattava del debutto al Salone in veste di espositore, abbiamo raccolto qua e là alcune istantanee che vogliamo regalarvi.

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Vi ricordiamo che potete venirci a trovare quando volete. Ci trovate all’ebookcafe, area Book to the future, pieno settore digitale del Salone. Stand K151, molto vicino alla Sala convegni, ma in zona abbastanza tranquilla. È facile trovarci. E di motivi per venirci a trovare, quest’anno, ce ne sono molti. Offerte speciali, gadget, la possibilità di consultare in preview sui nuovi reader Onyx (gentilmente messi a disposizione da Artatech) i nostri titoli e quelli dei nostri compagni d’avventura Quintadicopertina e Asterisk. Qua, invece, trovate l’elenco dei panel organizzati dal nostro stand. Ci vediamo al padiglione 2!

Gli ebook si comprano, si presentano, si dedicano. In libreria!

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La giornata mondiale del libro, che cade oggi, ci sembrava l’occasione migliore per celebrare la nostra ultima presentazione, quella dell’ebook di Arianna Giunti La cella liscia. Pubblicato alla fine di febbraio, il libro di Arianna (un’inchiesta seria, coraggiosa, documentata, che ci ha fatti innamorare come lettori prima ancora che come editori) sta continuando a darci grandi soddisfazioni.

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Ieri lo abbiamo presentato allo spazio Open di viale Montenero a Milano, uno dei soggetti con i quali abbiamo iniziato a collaborare e nei confronti del quale non possiamo che avere belle parole. Eventi come quello di ieri ci hanno dimostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’ebook non è qualcosa che l’editoria tradizionale o il circuito delle librerie devono temere, né un «parente povero» del libro in senso stretto. E’ un libro come tutti gli altri, anzi, con delle potenzialità in più.

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Ma non per questo intende rinunciare alle funzioni più classiche: far riflettere e svagare il lettore, anche soltanto per un paio d’ore; stimolare le discussioni; esaltare l’approfondimento (nel nostro caso quello giornalistico) proprio nel momento in cui, per mille ragioni diverse, la carta stampata se ne tiene perlopiù alla larga; creare una community che coinvolga chi scrive e chi legge. In una parola, fare cultura.

Questi sono alcuni scatti della serata di ieri: vedere una libreria piena in una Milano deserta, osservare un pubblico assorto, assistere al firmacopie (anzi, firmacoupon) dell’autrice e alla soddisfazione di chi c’era e di chi ci ha ospitato, ci ha fatto un piacere immenso. E ha confermato che i nostri ebook, come quelli di chiunque altro, possono essere tranquillamente vissuti come libri al 100%.

 

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PS1: Grazie ad Annarita Briganti, scrittrice e giornalista di Repubblica, per l’ottima moderazione, e ai relatori intervenuti per aver accettato di esserci e per aver discusso con passione su un tema importante ma certo non facile o alla portata di tutti.

PS2: nonostante un altro ponte imminente, non ci fermiamo. Mercoledì 30 aprile, sempre da Open, presenteremo Affare Bitcoin di Gabriele De Palma, un altro dei nostri ebook che affronta in profondità un tema di grande attualità. Presto altri dettagli. Continuate a seguirci!

#Luminol: persi nel supermarket

Immagina un pomeriggio come tanti, al supermercato: avanzi attraverso lunghe file di scaffali e sai a memoria dove si trovano i tuoi prodotti preferiti. Mentre li riponi nel carrello quasi ti sembra di sentirne il sapore nel palato, sempre lo stesso, così familiare, così rassicurante. E poi una vertigine improvvisa, un lampo, e quel luogo confortevole si trasforma in un posto sconosciuto e ostile: ti sei perduto al supermarket, non potrai più fare shopping serenamente.

Avete mai provato questa sensazione anche al supermercato dell’informazione? Qui a Informant siamo sicuri di sì: il mondo dei media –online, cartacei , tv- somiglia sempre di più a un supermarket dove il lettore mette nel carrello esattamente il tipo di prodotto necessario a rafforzare le sue convinzioni. Se voglio essere rassicurato su temi diversi tra loro come il sesso degli adolescenti o l’efficacia di metodi terapeutici alternativi so esattamente a quale scaffale rivolgermi. Nessuna sorpresa, molta pigrizia: sì, da quando c’è internet gli adolescenti sono sempre più perversi; sì, le grandi corporazioni farmaceutiche nascondono al cittadino metodi di cura a basso prezzo.

Ma qui a Informant siamo anche convinti che il momento “Lost in the supermarket” stia diventando sempre più frequente. Di più: noi, questa sferzata di straniamento, vogliamo davvero riuscire a viverla e trasmetterla.

Ecco perché Informant pubblicherà presto #Luminol, l’ebook di Mafe De Baggis  che offre un’angolazione obliqua, diversa e sorprendente sul mondo del web.

La tesi che Mafe racconta nell’ebook è la stessa che sta sviluppando da tempo: internet è come il luminol, il liquido impiegato nelle indagini sul luogo di un delitto per ritrovare tracce organiche. Allo stesso modo, comportamenti positivi o devianti già presenti nella società non sono causati dalla rete: internet porta solamente alla ribalta qualcosa che era rimasto sommerso o sottinteso.

#Luminol non è solo un ebook presto disponibile in tutti i negozi online; #Luminol è anche un laboratorio continuo su GallizioLab, dove ogni giorno Mafe analizzerà una notizia alla luce di questa prospettiva alternativa sul web.

Qui trovate un primo Storify del progetto, e nelle prossime settimane Informant e GallizioLab continueranno a spargere tracce di #Luminol in giro per la rete.

Veniteci a trovare sabato 12 aprile alla libreria Open di Milano alle 17:30 durante lo spazio “Open for bloggers”: chiacchiereremo un po’ sul tema.

E continuate a seguirci: perdersi tutti insieme al supermarket dell’informazione può essere davvero sorprendente.

Ridurre i burocrati (Marco Cobianchi)

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Chiunque si sia occupato anche superficialmente di organizzazione aziendale e di risanamento di strutture economiche in crisi lo sa benissimo: se si vuole ridurre la burocrazia occorre ridurre i burocrati. Non c’è altra strada. Non è un augurio, nessuno spera che si arrivi a licenziare (o a prepensionare) migliaia di dipendenti pubblici, ma la regola «meno burocrazia=meno burocrati» è difficilmente aggirabile. Ridurre i buriocrati significa in primo luogo sopprimere intere strutture, non semplicemente accorpare o redistribuire il carico di lavoro. Significa semplicemente chiuderle.

Il governo Renzi dovrebbe saperlo bene, e, in parte, ha dimostrato di saperlo, almeno a livello di annunci. Proprio oggi il premier ha lanciato il piano «Sforbicia Italia», con l’obiettivo di raggranellare almeno 6 miliardi di euro tagliando o accorpando enti, consorzi, società doppione e aziende controllate dalla politica nazionale e locale. Nel mirino sono già finite parecchie strutture: dalle Ragionerie territoriali alle sedi distaccate dell’Agenzia delle Entrate. Passando per le Camere di commercio, gli enti inutili e, soprattutto, soggetti come Aci, Motorizzazioni e Consorzi di bonifica. Oltre all’universo delle società municipalizzate. 

Decidere di chiudere interi pezzi di Stato è una scelta politicamente difficilissima. Eppure si dovrebbe fare. La mia convinzione è diventata certezza quando mi è capitato, un paio di anni fa, di perdere la patente. Può succedere, succede a tutti. E invece no: non dovrebbe succedere. E, soprattutto, non dovrebbe succedere che quando ti arriva a casa il duplicato, tu non ci sei. A me è successo. E, per rifare la patente, invece di pagare una specie di pizzo all’Aci perché se ne occupasse lei al posto mio, sono andato alla Motorizzazione Civile di Milano. Ufficio distaccato di uno di quei santuari che Renzi dichiara di voler abbattere. Per questo non posso non essere d’accordo con lui. E’ stata un’esperienza allucinante. Sono entrato in un microcosmo che vive di regole tutte sue, scollegato dal resto dell’Universo, del tutto autonomo rispetto ai progressi della tecnologia, indifferente al buon senso, impermeabile all’idea di “servizio”. La Motorizzazione risponde solo a sé stessa e alle sue regole. Alla sua tradizione e ai suoi meccanismi.

E’ stata un’esperienza talmente educativa sullo stato della burocrazia italiana che ho deciso di scriverci un ebook. Che fa ridere, fa molto ridere, perché le disavventure che ho passato e, soprattutto, le persone che ho incontrato là dentro, sono oggettivamente ridicole agli occhi di una persona che viene dal mondo normale. Ma fa anche piangere, perché mi è apparso solare che nessuna riforma è possibile per strutture così elefantiache ed autoreferenziali. La Motorizzazione Civile, come tanti altri enti che sembrano utili, va semplicemente chiusa. Buon divertimento.

Giornalismo narrativo oltre i confini

Oltre alla tradizione americana del new journalism, del rinnovato new new journalism e dell’italiano reportage narrativo che vi ho presentato qui, di quali altre esperienze giornalistico-narrative possiamo parlare?

A mio avviso sono significative le cronicas sudamericane e i reportage della scuola polacca.

Nel filone della cronicas ricordo che qualche mese fa la casa editrice “La Nuova Frontiera” ha inaugurato una nuova collana dedicata a questo genere giornalistico con i primi titoli di Rodolfo Walsh e Alma Guillermoprieto.
L’ultimo numero di Internazionale del 2011 ha invece pubblicato una raccolta di storie che provengono principalmente da Etiqueta Negra, una rivista peruviana. Il direttore Julio Villanueva Chang introduce la raccolta da lui stesso selezionata con le seguenti parole:

Il racconto giornalistico, un genere camaleontico ed eccentrico, è un’opportunità non solo per ricostruire una storia ignorata, ma anche per trasformare dati in conoscenza.

Altra importante tendenza è quella del reportage della “scuola polacca“. Dopo qualche anno dalla morte di Kapuscinski è nata la Polish Instytut Reportażu, istituto per il reportage. La Polonia sembra dunque essere un terreno prolifico per i nuovi reporter, nati soprattutto all’ombra del quotidiano Gazeta Wyborcia. I reporter da prendere in considerazione dotati di un buon talento narrativo sono soprattutto Mariusz Szczygiel, Wojciech Jagielski e Wojciech Tochman, già tradotti nel nostro mercato editoriale.

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