Tre cose sul Festival del giornalismo di Perugia

Si è appena chiusa l’edizione 2014 del Festival del Giornalismo di Perugia, per tutti #ijf14, un hashtag dal tale effetto bombing che nel weekend ha costretto all’inseguimento persino l’allerta maltempo e Genny ‘a carogna. Per Informant era la prima volta nel suo nuovo assetto: stavamo lì, tra un panel e un selfie, per lavorare, incontrare persone, raccontare chi siamo e soprattutto cercare di capirne di più su dove stia andando l’informazione. Non siamo sicuri di averlo capito. Però qualche idea ce la siamo fatta.

Informant Team

Informant Team

Pubblico

Pubblico

Panel

Panel longform

Antonio Talia

Antonio Talia

1. L’informazione di qualità non è esaurita e non sembra destinata a esaurirsi, né sul fronte della domanda né su quello dell’offerta.
C’è ancora tanta fame di news e di giornalisti ed editori in grado di proporle: a Perugia abbiamo avuto modo di toccarlo con mano. Semplicemente, il panorama si sta modificando in maniera ancora più rapida e più radicale del previsto. Concetto banale finché volete, ma è necessario farci i conti per chi come noi si muove all’interno di questo mondo dovendo trovare in fretta nuovi modi per veicolare i propri contenuti. Qui, qui, qui e qui ci sono alcuni dei tentativi che ci hanno favorevolmente impressionato, illustrati proprio dai loro ideatori.

2. Il digitale sembra supportare una cultura dell’informazione che si fonda su contenuti sempre più brevi e sintetici, adatti a tempi di attenzione molto brevi. Ma è proprio dentro questa realtà che oggi trovano nuova vita reportage, inchieste e forme lunghe di racconto giornalistico. Tutti (o quasi) gli addetti ai lavori concordano sul fatto che il long form journalism, passando dallo schermo alla carta, manterrà e anzi probabilmente implementerà la sua funzione. A patto che si trovino le piattaforme ideali per finanziare, distribuire, divulgare e soprattutto monetizzare questi contenuti, arriccchendoli con una buona dose di multimediale. Abbiamo provato a ragionarci, con alcuni amici, nel corso di uno dei panel più interessanti del Festival, che potete rivedere in streaming qui.

3. Il Festival, quest’anno reso possibile grazie al crowdfunding e a un parterre di sponsor notevole, con Google e Amazon che di fatto hanno preso il posto di Comune e Provincia (e anche questo dovrebbe dirci molto…), è un’esperienza bellissima. Un’occasione di approfondimento, di discussione, e se si ha la pazienza di prendere appunti, privilegiando i panel seri e non le sfilate di vip, anche un ottimo corso di aggiornamento. Oltre che un momento di confronto unico, soprattutto per una startup giovane come la nostra, ancora in cerca di contatti, ricette, idee. Grazie quindi ad Arianna Ciccone e Chris Potter, gli organizzatori, e all’esercito dei giovanissimi volontari con il loro entusiasmo contagioso.

Ci vediamo a #ijf15, se sopravviviamo. Qui sopra, invece, nei prossimi giorni, troverete informazioni e update sulla nostra partecipazione al Salone del Libro di Torino. Intanto vi ricordiamo gli hashtag attraverso i quali parleremo durante la kermesse: #SalTo14 (official), #ebookcafe (il nostro stand), #leggodigitale (la nostra campagna). Stay tuned!

Ebook e crowdfunding, lo stato dell’arte

crowdfunding

Crowdfunding ed editoria, crowdfunding ed ebook. Mondi che si annusano, interazioni in divenire, esperimenti tesi a superare gli ostacoli (spesso di natura economica) alla pubblicazione di buone storie, e a cercare nuove dinamiche di confronto e interazione con i lettori. Se ne parla da tempo, e all’estero si intravedono già modelli di sostenibilità interessanti. Un’analisi completa del fenomeno crowdfunding, del suo potenziale economico e delle sue tante possibili declinazioni tematiche l’hanno fatta i ragazzi di Crowdfuture qui. Qui, qui e qui, potete invece familiarizzare con alcune delle piattaforme in lingua inglese che hanno accolto meglio la declinazione editoriale come Publush, Unglue e TenPages. Quest’ultima piattaforma, nata in Olanda, ha tuttavia cessato l’attività da un paio di mesi.

Al di là degli approcci anche molto differenti, l’obiettivo principale di questi portali di crowdfunding editoriale è – o era – il medesimo: ridurre i rischi connessi alla pubblicazione di un libro, trasferendoli parzialmente e preventivamente sul lettore al quale viene chiesto in pratica di acquistare il libro prima che venga pubblicato, attraverso il suo contributo al finanziamento dell’opera (di solito infatti pari al costo del futuro libro, o leggermente inferiore, o addirittura leggermente superiore ma con benefits aggiuntivi). Molti anche i contributi portati dalle piattaforme di crowdfunding generaliste, come Kickstarter, e gli esperimenti crossmediali ai quali si sta interessando l’editoria tradizionale: qui potete leggere gli update del Guardian su questo fronte, con applicazioni che vanno dal marketing al branded content passando per il data journalism e il lavoro investigativo classico.

E in Italia? La saggistica e il long form journalism offrono buoni spunti anche alle nostre latitudini. Questo è il blog di Andrea Marinelli, giunto già al suo secondo reportage a stelle e strisce realizzato in crowdfunding autonomo. Di seguito invece ci sono i brief di altre iniziative a nostro giudizio dotate di buon potenziale, e destinate a tracciare il solco almeno nel breve periodo: l’esperienza di Andrea Marinelli, giornalista free lance giunto al suo secondo ebook autofinanziato; il portale Occhi della guerra per il crowdfunding dedicato al reportage in aree di crisi, cofinanziato da Il Giornale e Hp; l’esperimento di Antonino Michienzi in collaborazione con il portale Scienza in Rete che utilizzano Kapipal per realizzare un prodotto multimediale sul controverso caso Stamina.

Casi singoli a parte, da noi il primo attore a lanciarsi in quest’avventura è stato nel 2012 il portale Narcissus, in collaborazione con la piattaforma Produzionidalbasso, che oggi conta diverse centinaia di progetti in itinere. Anche se in questo caso come modello di business siamo più vicini al self-publishing assistito e mediato che al crowdfunding puro, l’esperimento può dirsi senz’altro riuscito. E non essendo confinato a uno o più generi, può anche rivelarsi un’ottima occasione di scouting per l’editoria tradizionale.

Un po’ lo stesso obiettivo che sembrano perseguire altre due iniziative nate da poco: Wanda e Bookabook. E forse non a caso si tratta di due startup create da agenti letterari come Vicky Setlow e Marco Vigevani. Se comunque Vanda appare maggiormente vicino all’attività di un editore classico, a prima vista il modello di Bookabook sembra il più innovativo, facendo un passo in avanti verso l’attività social: sul portale (che dichiara già oltre 45 mila fan su Facebook a pochi giorni dal lancio) gli utenti loggati avranno la possibilità leggere e commentare insieme agli altri le anteprime degli e-book inediti proposti e a quel punto potranno decidere se investire un minino di 3 euro per vedere pubblicata in e-book l’opera di turno, ma solo se sarà raggiunta la quota minina. In caso contrario, la cifra investita verrà resitituita all’investitore. E’ nato da poco, infine, anche Becrowdy, che si rivolge al mondo della cultura a 360 gradi.

Il futuro ci dirà se si tratta di scelte azzeccate. Di certo la vitalità mostrata dai player più disparati nei confronti di questo strumento è un buon segno.

 

 

Informant cresce: alcune novità 2014

In questo post vi raccontiamo alcune novità degli ultimi mesi.

Innanzitutto Informant cresce e ha nuovi collaboratori: oggi vi presentiamo Antonio Talia, giornalista, che dall’inizio dell’anno è il nuovo editor, dopo un’esperienza di 7 anni da corrispondente per AGI China e aver scritto per Informant due singles: I giorni del Dragone nel dicembre 2012 e Singapore Connection insieme a Gianluca Ferraris nell’ottobre 2013.

Passiamo al punto successivo che riguarda gli eventi: Informant parteciperà per il secondo anno al Festival Internazionale del Giornalismo. Un’edizione particolarmente importante dati gli sviluppi in termini di crowdfunding e per via del main sponsor dell’edizione, Amazon, che ha una certa familiarità con il mondo ebook. Il nostro Antonio  interverrà in un panel sul long-form journalism intitolato “Long Form Journalism: come finanziare, produrre e diffondere i grandi reportage nell’era del giornalismo digitale” in calendario il 1 Maggio dalle 17:30 alle 19. Inoltre preannunciamo che saremo anche al Salone del Libro di Torino con uno stand insieme ad altri amici editori e con un panel.

Panel ijf14

Panel Long-Form Journalim – ijf14

L’ultima novità riguarda proprio questo blog perché a partire da quest’anno i nostri giornalisti e autori diventeranno anche blogger per continuare a raccontarvi e aggiornarvi sui fatti trattati negli ebook.

6 motivi per cui l’ebook è un buon strumento per fare giornalismo d’approfondimento

1. L’ebook colma uno spazio fisico poco utilizzato e conveniente per la carta: tra l’articolo lungo e il libro.  (Long-Form Journalism e format del e-singles, dalle 5000 alle 30000 parole);

2. L’ebook permette di monetizzare immediatamente il contenuto ( Vendita e Abbonamento);

3. L’ebook permette di creare storie giornalistiche che coinvolgono il lettore e richiedono poco tempo per informarsi in modo approfondito. (Giornalismo Narrativo, Storytelling, Engagement)

4. L’ebook permette di arricchire la storia con contenuti multimediali (Video, Audio, Infografiche e Data Visualization)

5. L’ebook permette di accorciare i tempi di produzione e pubblicazione rispetto ai fatti e ai dati raccontati (Instant e-book);

6. L’ebook permette di aggiornare facilmente il contenuto. (Reporting e-book).

[Informant] Un anno e una promozione al mese

Domani 9 luglio sarà il nostro primo anniversario editoriale! Abbiamo dunque deciso di proporvi alcune novità, partendo proprio dal nostro sito web.

La prima è relativa alla nostra visibilità. Informant ha un anno, inizia a camminare da solo come “content producer” nel bel mezzo della rivoluzione editoriale: in quest’anno abbiamo partecipato alla Fiera del Libro di Torino 2012 e al Festival Internazionale del Giornalismo 2013 e non sono mancate segnalazioni in qualità di soggetto che ha portato in Italia il long-form journalism e il giornalismo narrativo attraverso l’ebook.
Ecco quindi questa fantastica barra relativa agli Eventi e al Dicono di Noi.

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La seconda novità è relativa alla visibilità dei nostri ebook e dei nostri autori/giornalisti. Ecco quindi che la stessa operazione l’abbiamo apportata nelle singole schede ebook per archiviare le fonti che parlano dei titoli pubblicati e degli autori. Il lavoro di recupero delle fonti è in progress…

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L’Ultima novità è il box di promozione nella sidebar. Ogni mese una promozione speciale. A partire da oggi il nostro primo ebook “La donna che morse il cane” compie un anno e quindi sarà in tutti gli store a 0,99 Euro, come anche “Urban Cairo, ebook sulle origini della Primavera Araba e dei movimenti dei writers.

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Colgo l’occasione per ricordarvi che mercoledì 10 Carola Frediani presenterà a Firenze Dentro Anonymous nell’ambito della rassegna Giornalisti Digitali e dintorni organizzata da Associazione Stampa Toscana, LSDI e Di.gi.ti.

Inoltre vi preannunciamo che lunedì 29 un nuovo ebook si aggiungerà il catalogo di Informant: un nuovo titolo sul presente e il futuro del giornalismo scritto dal “deus ex machina” del live blogging…

[Informant] Al Festival del Giornalismo di Perugia #IJF13

Sabato 26 aprile abbiamo partecipato al panel sul long-form journalism insieme a Johanna Vehkoo di LongPlay iniziativa finlandese. Purtroppo Bobby Johnson di Matter non è potuto intervenire. A colmare la sua assenza Carola Frediani, autrice di Dentro Anonymous. Viaggio nelle legioni dei cyberattivisti,che è intervenuta per raccontare la genesi del suo ebook.

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Se vi siete persi l’incontro,
qua trovate le slide presentate all’evento.

Qua una storify:

[View the story “Il terzo giorno al Festival del Giornalismo 2013” on Storify]

Qua invece alcune foto:
Paolo Visone

Paolo Visone

[Informant] Dentro Anonymous. Il nuovo ebook di Carola Frediani

Cosa è successo al movimento di hacktivisti dopo l’ondata di arresti internazionali di alcuni mesi fa? Come si organizza? Quali sono i suoi strumenti? Come sono state effettuate alcune delle azioni più famose, compiute in Italia e all’estero? E perché?

Nel nuovo ebook Dentro Anonymous. Viaggio nelle legioni dei cyberattivisti di Carola Frediani (Effecinque, Sky.it, Wired), con la prefazione di Giovanni Ziccardi (Marsilio e Docente all’Università degli Studi di Milano), il racconto del dietro le quinte di alcuni cruciali attacchi del movimento.

Dentro Anonymous. Viaggio nelle legioni dei cyberattivisti

Tra testimonianze dirette e decine di interviste, questa inchiesta sul campo, ricostruisce gli ultimi sviluppi di Anonymous, il gruppo di cyberattivisti che ha dichiarato guerra a governi e aziende di mezzo mondo mostrando l’influenza morale di Julian Assange e il suo rapporto con WikiLeaks.

Un racconto giornalistico che testimonia i restroscena e che riflette sulle sfide di un movimento di “senza volto” che si propone di difendere la libertà di espressione e la libera circolazione delle informazioni in un mondo in cui invece sempre di più ci viene richiesto, quando non imposto, di metterci la faccia.

[Informant] Il secondo ebook: Dilemma Ogm di Eleonora Viganò

Ecco il secondo passo: il nuovo ebook “Dilemma Ogm. A tavola con ricerca, mercato e società” di Eleonora Maria Viganò.

A metà tra la storia giornalistica e il saggio breve il racconto di due vicende singolari legate agli Ogm, quella di Giorgio Fidenato, agricoltore friulano e quella di Eddo Rugini, ricercatore dell’Università della Tuscia.

Dilemma Ogm. A tavola con ricerca, mercato e società

Gli Ogm, tema quanto mai complesso, viene approfondito cercando di restituire il sistema caotico di attori e settori caratterizzato da logiche differenti che lo distinguono: il mondo agricolo e imprenditoriale, la politica e la legge, la scienza, la comunicazione e la società si inseriscono nel dibattito su un prodotto, una tecnologia, un bene di consumo.
Questioni aperte alle quali hanno cercato di fare chiarezza Michele Morgante, scienziato, Federico Neresini, sociologo della scienza e Luca Tornatore, fisico e attivista.

Un ebook, con la prefazione di Antonio Pascale, che aiuta a ricordarci che “l’agricoltura è il principale inquinatore del pianeta“, che i bisogni cambiano e i nessi e le connessioni tra popolazione, ambiente e attività umana vanno valutati caso per caso e con attenzione, a volte sacrificando qualcosa per il bene comune.

Buona Lettura!!

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