[informant] Il primo ebook: La donna che morse il cane di Gerardo Adinolfi

La donna che morse il cane. Storie di croniste minacciate di Gerardo Adinolfi, il primo ebook di Informant, una long-form story al femminile di 30 pagine su casi di violenze nei confronti di chi l’informazione la fa davvero.

Tre croniste: Rosaria, Marilena e Marilù. Madri, mogli, figlie, fidanzate. Donne che hanno la sola colpa di aver raccontato con lucidità i fatti e le contraddizioni della loro terra. Storie vere e attuali che ci ricordano quali rischi e difficoltà devono affrontare i giornalisti italiani per riferire le notizie più importanti: quelle che nascono in periferia, lontano dalle redazioni dei grandi giornali, e riguardano fatti di mafia, corruzione, malaffare, uso distorto dei soldi pubblici come ci ricorda l’incisiva prefazione di Alberto Spampinato, direttore dell’associazione Ossigeno per L’informazione, osservatorio che monitora i casi di minacce e violenze verso i giornalisti.

Dati, quelli dell’osservatorio, che sono stati rielaborati in grafici interattivi su una pagina web composta da un’analisi in 4 macro-aree e che rappresentano una risorsa di data journalism raggiungibile dall’ebook.

L’appuntamento è per fine luglio con un nuovo ebook, intanto Buona Lettura!!

The Guardian e @ThelongGoodRead

The Guardian è senz’altro uno dei “quotidiani” storici (definizione ormai datata) che rappresenta per i lettori e gli addetti ai lavori l’operatore dell’informazione europeo che sta interpretando al meglio i cambiamenti in atto del giornalismo puntando strategicamente sul digitale e sui nuovi modelli di giornalismo.

Al digital first, ormai imperativo per tutti i player dell’informazione, The Guardian ha saputo rinnovarsi con quello che chiama Open Journalism e con strategie che sfruttano tutte le fonti, facendo dialogare dinamiche di produzione dall’alto e dal basso, e tutti i canali digitali efficacemente (twitter, blog, app, ebook e content curation).

Tra i modelli di giornalismo più strategici su cui si è pronunciato il Guardian, oltre al Data Journalism, oggetto di uno dei primi blog più autorevoli sul tema, abbiamo assistito anche alla sterzata verso un long-form journalism veicolato tramite gli ebook con il lancio dei Guardian Shorts e ora con una personale curation: TheLongGoodRead.

Come si legge, l’aggregatore ha il compito di raccogliere ogni giorno due tra gli articoli più lunghi (tra le 2000 e le 4000 parole), consapevoli che:

These longer articles are often the most interesting to read but not always easy to find. Nor is it necessarily the right time to read them when you do (or perhaps you just don’t like reading long articles on your work’s computer screen).

Storytelling, dati e infografiche

Raccogliere, elaborare e visualizzare i dati, anche in modalità interattiva con grafici e infografiche è sempre di più una pratica dovuta per quotidiani e magazine, anche nella loro versione online.

Dove reperire i dati?
Già da qualche anno governi, pubbliche amministrazioni e associazioni europee si stanno muovendo per creare portali di Open Data. Come afferma Paul Steiger di Propublica:

il moderno ecosistema include database moderni, interattivi, autonomi che hanno un elevato valore di notiziabilità e di informazione

La novità italiana di una settimana fa è proprio la nascita di dati.gov.it, il portale nazionale che fornisce libero accesso a 156 dataset di 31 Amministrazioni. 

E se dati e fatti si unissero per poter raccontare storie giornalistiche?
Wilson Andrews, information designer di The Washigton Post, intervistato a riguardo da Forbes, risponde così:

I do think that long form journalism is just as important as it ever was, but often long form pieces are greatly enhanced by smart and clear data visualization.

Unire storie approfondite con la precisione dei dati potrebbe creare senz’altro esempi di buone pratiche per l’informazione. Mi auguro dunque un connubio tra data journalism e long-form journalism.

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