Il caso ReadMatter: long-form journalism e crowdfunding

Un’altra conferma che testimonia quanto il long-form journalism, non solo sia rinato grazie alle tecnologie digitali, ma abbia un successo crescente e inizi a rappresentare un humus fertile per nuove iniziative e nuove discussioni sul giornalismo, è il progetto Matter.

Matter è un progetto di un app-magazine dedicata interamente al giornalismo d’approfondimento (in-depth journalism) su tematiche scientifiche e legate all’innovazione. L’idea è stata presentata all’interno della piattaforma di crowdfunding Kickstarter da Bobbie Johnson, editor di Gigaom e corrispondente dell’area tecnologia per The Guardian e Jim Giles science writer per alcune testate quali The Atlantic, the New York Times, Nature, New Scientist, the Guardian.

Il segnale forte arriva dall’attenzione che il progetto ha ricevuto non solo in termini di visibilità e viralità, vedi i numerosi tweet sulla rete e i post di fonti autorevoli, ma anche di spirito partecipativo e interessamento alla mission. Matter ha infatti raccolto 50.000 dollari in meno di due giorni superando di gran lunga le aspettative di arrivare a tale cifra in 30 giorni e sta continuando la sua corsa ricevendo sottoscrizioni: più di 1100 backers e una cifra intorno agli 85.000 dollari.

Il segreto di tale successo sta a parer mio 1) nelle condizioni di mercato maturo e favorevoli sia in termini di nuovi modelli di giornalismo che di alfabetizzazione digitale, 2) nella professionalità degli ideatori e nella loro rete di contatti, 3) nella scelta dei canali di promozione e di distribuzione dell’idea (Kickstarter) che ha veicolato al meglio la fidelizzazione dei lettori: non si tratta esclusivamente di un’operazione di finanziamento dal basso e di crowdfunding journalism, ma di un sistema mirato a una politica di abbonamenti e di sponsorship.

Rimane in ogni caso un punto fondamentale, quello che ha meritato maggior attenzione, ovvero l’oggetto del progetto: raccontare storie e soprattutto quelle che nessuno ha ancora raccontato. Ce lo ricorda il video introduttivo: The World is full of big stories, but some of them aren’t being told.

Matter

Lettori e Autori: tecnologie digitali che favoriscono il long-form journalism

La novità delle settimane scorse in fatto di long-form journalism è stata senz’altro la nuova app di Longreads. Un’applicazione che ti permette di archiviare e leggere l’enorme quantità di articoli lunghi che vengono pubblicati in rete dai maggiori quotidiani e magazine e aggregati per l’appunto da Longreads.

Sembra dunque una scelta naturale a seguito di una già forte complementarità tra questo aggregatore e le varie applicazioni desktop e mobile di lettura posticipata quali in Instapaper, Read it later e Readibility.

Sul versante del lettore e della content curation troviamo quindi questa nuova disponibilità che si somma alle app già affermate e sopracitate, ma anche all’evoluzione mobile dei feed rss: Pulse, Zite e Flipboard (soprattutto la sezione Cool Curators) e a nuovi strumenti per piattaforme di blogging come il plugin Read it later per WordPress.

In fatto di strumenti per gli autori invece segnalo a distanza come l’avvento di iBooks Author abbia rappresentato un’ulteriore fronte sul campo di guerra tra i big Amazon ed Apple in relazione all’editoria digitale. Entrambi ora hanno a disposizione piattaforme per la creazioni di contenuti con formati proprietari da veicolare attraverso i propri store Kindle e Ibooks e da far fruire sui propri dispositivi mobili tablet ed ereader. IBooks author, viene presentato come strumento per favorire contenuti a livello didattico, ma riecheggia anche in qualche tweet come ottima possibilità per il giornalismo (come pure in maniera più strutturata e premeditata la sezione Kindle Singles del Kindle store).

Un altra novità e forse anche la più interessante è arrivata da The Atavist, non dai big. Come editore nativo digitale e multimediale già attivo da un anno ha pensato di rendere disponibile a terzi la propria piattaforma di gestione dei contenuti chiamata Periodic Technology, che permette di produrre ebook per diverse piattaforme di distribuzione, in particolare su Kindle, Nook, Kobo e iBooks.


La Stampa e 40k Books: l’ebook giornalistico sbarca in Italia

Oggi viene presentato il prodotto editoriale che segna la collaborazione tra 40k books e La Stampa. Si tratta dell’ebook “Viaggio nella grande crisi ( da Lehman Brothers al Governo Monti)“, una raccolti di articoli inediti scritti dai giornalisti della Stampa.

Dopo l’ennesimo quotidiano statunitense che fa il passo verso l’editoria digitale (Los Angeles Times) e dopo il rafforzamento della collaborazione tra Mark Armstrong di LongReads e Read it later, applicazione per l’archiviazione e la lettura posticipata su dispositivi mobile, eccoci finalmente a una  svolta nostrana nel rapporto ebook e giornalismo. A testimoniarlo sono le parole di Giuseppe Granieri:

L’ebook, una volta emancipato dai vincoli di foliazione della carta, può diventare un importante formato giornalistico. I quotidiani più avanzati del mondo ci stanno provando (dal Guardian all’Huffington Post, con i primi esperimenti anche in Italia) in modi diversi. Ma il principio resta valido: personalmente credo che spostare un approfondimento, rapido ma più lungo, su un tipo di lettura diversa (quella rilassata con un ereader, tipica dei libri) possa essere una via tutta da esplorare ancora.

Questa iniziativa conferma le due vie percorse in questa fase: la raccolta di articoli editi o inediti e la singola storia di approfondimento. La Stampa ha per l’appunto scelto la prima, come la maggior parte dei quotidiani.

 

 

 

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