Quando l’ebook arriva in libreria

Libro cartaceo contro ebook, librerie tradizionali contro colossi della distribuzione online: da quando il libro elettronico ha fatto la sua comparsa, gran parte del dibattito ruota intorno a questa contrapposizione.

C’è chi continua a ripetere frasi standard come “preferisco il profumo della carta”, chi si lamenta perché le librerie sono destinate a fare la fine dei negozi di dischi, e chi cerca di convertire amici e vicini all’ebook col fervore di un missionario spagnolo del XVI secolo, magari sostenendo che “il futuro non si può fermare”.

Un ebook è un libro: ecco qualcosa che qui a Informant non ci stancheremo mai di ripetere. E tra i piaceri che un libro è capace di regalare ci sono anche la caccia al nuovo titolo in libreria, la chiacchierata con il libraio di fiducia, la soddisfazione di portarsi a casa un oggetto.

Per tutte queste ragioni siamo particolarmente felici e orgogliosi di presentare il nostro ultimo esperimento, trasformato in realtà anche grazie a chi ha creduto in noi: da qualche giorno, nella libreria OpenMilano di viale Montenero, campeggia il primo InformantCorner.

InformantCorner è un distributore di EbookCard: ogni titolo targato Informant diventa una cartolina con tanto di copertina e sinossi da sfogliare, acquistabile alla cassa esattamente come un libro cartaceo. L’ebook si può poi scaricare in tre semplici mosse su ereader o tablet grazie al codice segreto sul retro.

Una volta scaricato l’ebook potete collezionare le card, sfoggiarle nella vostra libreria, appenderle con un magnete al frigorifero, utilizzarle per fare aeroplanini o come esca per accendere il fuoco nel camino, ma visto l’eccellente lavoro che LaTigre continua a realizzare sulle nostre copertine, noi vi consigliamo di conservarle.

L’idea è nata quando abbiamo iniziato a presentare i nostri ebook nelle librerie (e qui un ringraziamento particolare va a Valentina, Cristiano e Luca WuMing3): dopo che un libraio è talmente gentile da ospitarti per almeno due ore, che tipo di vantaggio otterrà se poi il libro elettronico si acquista necessariamente passando attraverso i soliti canali?

OpenMilano è la prima libreria digitale italiana, uno spazio aperto alle novità e alle contaminazioni, e se adesso gli ebook si possono acquistare anche in libreria è anche un po’ merito loro.

Infine, un ringraziamento speciale va ad Annarita Briganti, instancabile giornalista e scrittrice che anima tante delle migliori operazioni culturali di cui si sente parlare sul web e fuori: se non fosse scesa in campo credendo in Informant, forse non avremmo mai conosciuto OpenMilano.

Per noi è una piccola, importante innovazione.

L’ebook è un libro (ma IVA e Ue lo ignorano)

Che cos’è un libro?

Per me è sempre stato un dispositivo d’accesso a mondi lontanissimi.

Da ragazzino, quando i discorsi dei miei genitori diventavano troppo difficili e noiosi, potevo sempre contare su qualche congegno magico.

Sapevo che bastava portarsi dietro uno di quei cancelli di carta per ritrovarsi subito a Topolinia e Paperopoli, e poi di volta in volta in una nebbiosa Baker Street carica di affascinanti minacce, nella Terra di Mezzo, o nell’India misteriosa fianco a fianco con Yanez e Kim.

Poi si cresce, e le porte si moltiplicano: ecco un congegno che ti trasporta in una Los Angeles tutta luci al neon e affari sordidi, un altro apre squarci su futuri terribili dove si impara ad amare il dittatore, e se non presti attenzione puoi persino ritrovarti nei territori più ostili dell’animo umano. Passo dopo passo, impari che questo congegno ti fornisce veri e propri superpoteri. Improvvisamente, possiedi la forza erculea di un bulldozer capace di abbattere le pareti tra l’immaginazione di uno scrittore e la realtà vissuta da personaggi in carne e ossa. Scopri che l’Oriente Misterioso del “Gioco di Kim” era identico a quello reale, che puoi impadronirti delle leggi economiche necessarie a spiegare almeno in parte lo scoppio di qualche guerra, e di tanto in tanto sei anche dotato di una super-vista che rende più precisi e reali i tratti del mondo di ogni giorno. Tutto grazie a un congegno dalla tecnologia semplicissima: parole, parole in fila, una dopo l’altra.

Ora, a distanza di molti anni, è probabile che gran parte dei discorsi noiosi e incomprensibili dei miei genitori girassero intorno ad argomenti come il conto in banca, le spese, qualche investimento, le tasse. Soprattutto le tasse, credo. E siccome ciò che si rimuove prima o poi riaffiora sempre come destino, ecco che in queste ore la pressione fiscale si sta abbattendo come una tempesta su quegli adorati dispositivi di accesso a mondi lontani.

Ieri, al termine della conferenza stampa sul decreto cultura, il ministro Dario Franceschini ha dichiarato che la proposta di abbassamento dell’IVA sugli ebook dal 22% al 10% non è inclusa nel pacchetto di nuove norme perché una mossa del genere scatenerebbe automaticamente contro l’Italia una procedura di infrazione da parte della Ue: Francia e Lussemburgo, artefici nel 2012 di un abbassamento dell’imposta sui libri digitali rispettivamente al 7% e al 3%, hanno poi dovuto affrontare una multa molto pesante decisa dalla Corte di Giustizia Europea. Franceschini ha poi detto che il tema va affrontato in sede Ue, e che l’Italia si propone di farlo nel prossimo semestre di presidenza europea.

Ed ecco il cuore del problema: come spiega brillantemente Giacomo Mannheimer in uno studio pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni, una petulante norma europea stabilisce al millimetro che cos’è un libro.

Spoiler: per Bruxelles non si tratta certo di un dispositivo per accedere ad altri mondi. Secondo le stringenti leggi Ue, infatti, un libro è esclusivamente un oggetto cartaceo, mentre un ebook viene considerato un prodotto elettronico alla stregua di un software, che pertanto non è meritevole di quegli sgravi fiscali pensati per favorire la circolazione di prodotti culturali.

Riformulo meglio: Bruxelles ha deciso che se stampi un libro di carta stai “facendo cultura”, qualunque cosa voglia dire quest’espressione, e quindi meriti qualche forma di sostegno fiscale alla tua attività, mentre se ti dedichi alla produzione di un libro fatto con i bit invece che con l’inchiostro stai facendo qualcosa d’indefinito, e magari sei pure un orrendo programmatore dell’internets dalla scarsa igiene personale che cospira per stroncare un’intera filiera commerciale, dal boscaiolo passando per la cartiera, fino all’affabile libraio che con la sua cortese lentezza ti guida verso i nuovi acquisti.

Nessuna sindrome da brutto anatroccolo, ma questa è una posizione discriminatoria e fuori dal tempo.

Un ebook è un libro.

Un ebook è un libro, e tutte le contrapposizioni cartaceo vs. digitale nascondono solo semplificazioni da derby e conseguenze pericolose. Come quella di scoraggiare l’innovazione e stroncare nuove imprese nella culla, bloccare la creazione di nuovi posti di lavoro, la vivacità imprenditoriale e la polifonia di voci che dovrebbe costituire una colonna dell’industria editoriale. Ma soprattutto si genera nel lungo periodo un danno a tutta l’editoria, anche quella cartacea, impedendole di rinnovarsi e convincendola a insistere su modelli vecchi e apparentemente più convenienti, generati da semplici rendite di posizione comunque destinate a contare sempre meno.

Un ebook è un libro perché la tecnologia di base è sempre la stessa, semplicissima, identica da millenni: una sequenza di parole scaturite dalla testa di chi scrive, capaci di proiettare altrove quella di chi legge. E di fare circolare liberamente storie e idee alle quali prima non avevi accesso, generando piacere, goduria, riflessione e ricchezza. L’unica differenza sta nel supporto tecnologico, ma le voci di Billie Holiday, Jimi Hendrix e Fred Buscaglione continuano a risuonare potenti nonostante la diffusione dell’mp3, mentre chi produce e vende giradischi e dischi in vinile – e ha potuto/voluto adattarsi alle nuove condizioni – riesce nonostante tutto a lavorare e a proporre le sue cose a condizioni di mercato e prezzi persino migliori.

Qui a Informant vogliamo continuare a produrre dispositivi per l’accesso a mondi lontanissimi, vogliamo continuare a trasportare il lettore sulle tracce degli attivisti informatici di Anonymous e dei boss del calcioscommesse di Singapore, vogliamo fare circolare liberamente informazioni su quello che accade nei penitenziari italiani e su come funzionano le monete virtuali.

Noi e tutti gli altri piccoli editori digitali che si affannano a produrre contenuti di qualità rappresentiamo una minaccia per la filiera boscaiolo-cartiera-tipografo-libraio? Siamo delle quinte colonne di colossi come Amazon e Apple Store che lavorano nell’ombra per uccidere le librerie? Non credo proprio: l’ebook – nonostante quelli che si fanno venire i lucciconi agli occhi mentre sospirano “il profumo della carta”- può sbarcare in libreria, e presto proveremo a dimostrarlo.

Nel frattempo, non chiediamo agevolazioni e aiutini. Chiediamo solamente l’applicazione del principio di equità.

Chiediamo al ministro della Cultura Dario Franceschini di tenere fede all’impegno espresso ieri in conferenza stampa e mettersi alla testa di una battaglia per cambiare le norme e garantire ai libri digitali lo stesso trattamento fiscale dei libri cartacei.

Le porte d’accesso vanno moltiplicate e non ridotte.

#ebookugualelibro

#leggodigitale, i risultati della nostra campagna

Siete stati tantissimi. Anche nella settimana successiva alla chiusura del Salone del Libro di Torino, dove Informant era presente per la prima volta all’interno dello stand #ebookcafe (qui, qui e qui il resoconto delle nostre giornate al Lingotto) avete continuato a twittare utilizzando l’hashtag #leggodigitale. Pensieri, parole, foto di ogni tipo, ma quasi tutti in linea con l’obiettivo che ci eravamo prefissati per il nostro contest: raccontare come l’ebook non sia un prodotto a se stante, ma solo un nuovo vestito (più utile, versatile, comodo ed economico) da cucire addosso ad antiche o più recenti passioni. Come in questo caso:

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La palma del vincitore, proprio per i motivi i cui sopra, abbiamo deciso di assegnarla a uno degli ultimi tweet giunti la settimana scorsa quello della nostra follower Valentina che con uno scatto efficace è riuscita – a nostro giudizio – a unire al meglio queste due caratteristiche, spiegandoci perché il libro digitale può essere un’ottima soluzione per recuperare anche la lettura dei grandi classici:

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Valentina si è aggiudicata cinque download gratuiti dal catalogo Informant e presto ci farà conoscere le sue scelte e, speriamo, le sue sensazioni successive alla lettura dei nostri libri. Durante le giornate del Salone altri followers erano stati premiati con un ebook a testa:

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Ma, come raccontavamo, sono stati moltissimi i tweet che ci hanno colpito. Nel riproporvi una selezione dei più originali, vi ringraziamo ancora per l’attenzione che continuate a riservarci e vi diamo appuntamento alla nostra prossima campagna, che arriverà prestissimo!

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Salone di Torino, un gran bel sabato

È passato anche il sabato, da sempre il giorno clou del Salone del Libro. E per noi di Informant è stata una giornata importantissima: sia per le visite al nostro stand #ebookcafe (che dividiamo con gli amici di Quintadicopertina, Asterisk e Quotidianopiemontese), sia per i tantissimi ospiti che hanno acquistato i nostri ebook, sia soprattutto per il successo registrato dal panel «Se Montanelli avesse avuto un tablet», ospitato all’interno dell’area Book To The Future e all’interno del quale i nostri autori Gianluca Ferraris e Antonio Talia hanno raccontato l’esperienza di Singapore Connection. Ecco qualche scatto della conferenza di ieri.

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Anche ieri, nonostante la giornata caotica, non abbiamo perso di vista la nostra campagna #leggodigitale, e ci conforta sapere che non lo avete fatto neanche voi: in meno di dodici ore abbiamo ricevuto più tweet che nei due giorni precedenti. Molti dei quali bellissimi: ci fa piacere riproporne alcuni.

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Ad aggiudicarsi la poalma del migliore tweet di giornata, e dunque la possibilità di scaricare gratuitamente un ebook a scelta tra quelli targati Informant, ieri è stato Giuliano Favro, con il suo tweet delle 19,55.

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Non scoraggiatevi se non avete vinto: potrete riprovarci oggi, domani e anche nei giorni successivi alla fine del Salone. La campagna #leggodigitale, infatti, proseguirà fino al termine della prossima settimana. A partire da domenica 18 maggio costruiremo uno Storify sul tema e premieremo il tweet più originale in assoluto con cinque download gratuiti dal nostro catalogo.

L’invito a venire a trovarci al nostro stand (K151, padiglione 2, area Book to the future), naturalmente, è sempre valido. Saremo felici di farvi sfogliare i nostri ebook sui nuovi tablet e reader Onyx messi a disposizione dal nostro partner Artatech, o anche solo di scambiare quattro chiacchiere con voi o offrirvi un bicchiere di vino, rigorosamente made in Piemonte. Non mancate, vi aspettiamo!

 

 

 

 

 

 

Salone del libro, buona anche la seconda

Secondo giorno di Salone del Libro, tanti ebook venduti, tantissimi tweet per la nostra campagna #leggodigitale. Scegliere, stavolta, è stato dunque ancora più difficile, ma ad ogni modo ce l’abbiamo fatta anche stavolta: ad aggiudicarsi il download gratuito di un titolo Informant nel contest terminato alle 20 di ieri sera è stata Franca Roiatti, con il suo tweet delle 15,34.

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Non scoraggiatevi se non avete vinto: potrete riprovarci oggi, domani e anche nei giorni successivi alla fine del Salone. La campagna #leggodigitale, infatti, proseguirà fino al termine della prossima settimana. A partire da domenica 18 maggio costruiremo uno storify in tema e premieremo il tweet più originale in assoluto con cinque download gratuiti dal nostro catalogo.

Come abbiamo fatto ieri, anche oggi vogliamo proporvi qualche scatto della giornata appena trascorsa allo stand #ebookcafe insieme agli amici di Quintadicopertina, Asterisk e Quotidianopiemontese. E soprattutto ai lettori che hanno voluto darci fiducia. Non era scontato in un contesto come questo, dove al di là di tutti i proclami di facciata l’editoria digitale continua a venire trattata come un corpo estraneo e sfavorita da regole tagliate su un mercato che non c’è più (vedi alla voce wifi e copertura Internet in genere…)

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L’invito a venire a trovarci al nostro stand (K151, padiglione 2, area Book to the future), naturalmente, è sempre valido. Oggi per passare c’è un motivo in più: alle 17, insieme ai nostri coinquilini, daremo vita a un panel sul reportage giornalistico nell’era del web 2.0, moderato dalla giornalista di Repubblica Annarita Briganti. Con la partecipazione di Gallizio e degli autori del nostro ebook Singapore Connection, Antonio Talia e Gianluca Ferraris. I dettagli dell’incontro li trovate sul programma ufficiale. Ci vediamo al Salone!

 

 

Salone del Libro, ecco il primo vincitore di #leggodigitale

Primo giorno di Salone del Libro, prima passerella torinese per la nuova Informant, primi tweet della nostra campagna #leggodigitale. E naturalmente primo vincitore: ad aggiudicarsi il download gratuito di un titolo a scelta dal nostro catalogo ieri è stato Ciro Pellegrino, con il suo tweet delle 17,25.

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Ma a partire da ieri mattina – quando abbiamo lanciato l’hashtag attraverso il quale vi abbiamo chiesto di esprimere come, dove, quando, cosa e perché leggete in digitale – siete stati in tantissimi a twittare pensieri, aforismi e foto. Qui in basso pubblichiamo alcuni dei vostri cinguettii che ci sono piaciuti di più.

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Non scoraggiatevi se non avete vinto: potrete riprovarci a partire da oggi. La campagna #leggodigitale, infatti, proseguirà fino al termine della prossima settimana. A partire da domenica 18 maggio costruiremo uno storify sulla campagna e premieremo il tweet più originale in assoluto con cinque download gratuiti dal nostro catalogo.

Fin qui il contest. Da stamattina, come detto, si ricomincia. Ma visto che, come detto, per Informant si trattava del debutto al Salone in veste di espositore, abbiamo raccolto qua e là alcune istantanee che vogliamo regalarvi.

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Vi ricordiamo che potete venirci a trovare quando volete. Ci trovate all’ebookcafe, area Book to the future, pieno settore digitale del Salone. Stand K151, molto vicino alla Sala convegni, ma in zona abbastanza tranquilla. È facile trovarci. E di motivi per venirci a trovare, quest’anno, ce ne sono molti. Offerte speciali, gadget, la possibilità di consultare in preview sui nuovi reader Onyx (gentilmente messi a disposizione da Artatech) i nostri titoli e quelli dei nostri compagni d’avventura Quintadicopertina e Asterisk. Qua, invece, trovate l’elenco dei panel organizzati dal nostro stand. Ci vediamo al padiglione 2!

#leggodigitale, fateci sentire le vostre voci

LeggoDigitale

Vi abbiamo già raccontato che saremo a Torino, invitato a passare a trovarci allo stand #ebookcafe e ricordato gli appuntamenti ai quali parteciperemo. Oggi lanciamo una piccola campagna che inizierà proprio con il Salone del libro per concludersi la settimana successiva.

Posto che per noi la competizione tra ebook e libro cartaceo non è una cosa di cui abbia troppo senso parlare (un libro è un libro, indipendentemente dal formato in cui lo si veicola) vogliamo rivolgerci a voi, per capire come, quando, cosa, dove, perché vi piace leggere libri in formato elettronico. Per questo vi chiediamo di twittare, utilizzando l’hashtag #leggodigitale, le vostre foto, i vostri pensieri, le vostre motivazioni sul tema.

Al termine di ogni giornata, durante il Salone, selezioneremo il miglior tweet il cui autore si aggiudicherà un ebook Informant. Il contest continuerà per tutta la settimana successiva. A partire da domenica 18 maggio costruiremo uno storify sulla campagna e premieremo il tweet più originale in assoluto con cinque download gratuiti dal nostro catalogo.

Seguiteci sui nostri profili Twitter e Facebook per gli aggiornamenti dal Salone con hashtag #SalTo14 e #ebookcafe. E nel frattempo twittate il vostro #leggodigitale e magari «chiocciolateci» pure… Vi aspettiamo!

Singapore Connection: l’arresto di Perumal e i rischi per Brasile 2014

Per lui gli uomini dell’Interpol avevano coniato il soprannome di «Maradona della combine». E nessun Maradona, come è ovvio, alla vigilia di un mondiale di calcio si accontenta di restare in panchina. Probabilmente è proprio per questo motivo che Wilson Raj Perumal è finito di nuovo in manette martedì 22 aprile. Ad arrestarlo, proprio come nel 2010, è stata la polizia di Helsinki, che ha dato corso a un mandato di cattura spiccato dalla polizia di Singapore.

Ma che c’entrano Singapore, la Finalandia e soprattutto la coppa del mondo con questo omone di etnia Tamil? Molto, moltissimo. Perché mister Wilson è stato – e forse era tuttora, a sentire i racconti degli ispettori Interpol che non avevano mai smesso di seguirlo – uno degli uomini di punta della Singapore Connection raccontata nel nostro ebook di pochi mesi fa. Un ristretto numero di uomini che, attraverso triangolazioni complesse e un meccanismo finanziariamente simile a quello del franchising, negli ultimi quindici anni sono riusciti a truccare centinaia di partite di ogni serie e di ogni campionato in qualsiasi angolo del mondo. Scommettendo sul risultato esatto e guadagnando spesso cifre da capogiro.

Due anni e mezzo fa, Perumal è stato arrestato in Finlandia e da allora ha cominciato a collaborare con i giudici di mezza Europa e gli organismi antifrode internazionali. La magistratura lo ritiene attendibile: le sue rivelazioni hanno dato il via alla seconda fase dell’inchiesta Last Bet, coordinata dalla Procura di Cremona e dal servizio centrale operativo della polizia, che nell’ultimo biennio ha messo a dura prova la credibilità del pallone nostrano. Ma sarebbero anche all’origine degli arresti che il 18 settembre scorso, a Singapore City, hanno portato in carcere 14 presunti affiliati all’organizzazione, compreso il pericoloso boss Tan Seet Eng, anche lui inseguito da un mandato di cattura internazionale.

All’inizio del 2013 Wilson, oggi 47enne, è stato estradato in Ungheria, dove le sue informazioni sugli intrecci fra incontri sospetti del campionato locale, criminalità organizzata slava e asiatica gli sono valse l’ingresso nel programma di protezione testimoni. Ma gli uomini dell’Interpol e quelli dell’Essa (European Sport Security Association, l’organizzazione finanziata fdalla Fifa e dalle società di betting del circuito legale) hanno continuato a seguire da vicino gli spostamenti dell’ex intermediario. Scoprendo che la sua «seconda vita» era molto simile alla prima. Forse troppo: soldi, contatti telefonici e informatici con calciatori e agenti Fifa di tutto il mondo, un attivismo preoccupante per chi invece avrebbe dovuto starsene buono buono.

Non è ancora chiaro come e perché Wilson sia riuscito a tornare in Finlandia, dove si era trasferito nel 2010 (dopo una tappa londinese) in fuga da una richiesta d’arresto singaporiana per il tentato omicidio di un poliziotto. Né é chiaro se davvero stesse manovrando nell’ombra per diventare finalmente il numero uno del matchfixing, approfittando della detenzione di molti dei suoi ex soci e rispolverando conoscenze e contattimai del tutto finiti in soffitta. Né, infine, si è compreso se la richiesta di estradizione in arrivo dall’Asia abbia a che fare con la precedente retata e con la guerra tra bande – di cui molti ci hanno riferito nel corso del nostro reportage – in vista dell’appuntamento più importante. Ne sapremo di più nei prossimi giorni, ma è doveroso non abbassare la guardia: anche perché del tentativo della gang, o quantomeno di soggetti ad essa strettamente legati, di influenzare la competizione aveva già parlato nei mesi scorsi il gip di Cremona Guido Salvini: «Le nostre informazioni riguardano la manipolazione di un gran numero di partite in molti paesi e ad altissimo livello» scriveva il giudice solo pochi mesi fa nella quarta ordinanza dell’inchiesta Last Bet «sino a progettare, a quanto sembra, un piano di interventi illeciti sui prossimi campionati del mondo che si svolgeranno in Brasile».

Anche alcune settimane fa si era parlato dei Mondiali del prossimo anno: in un’inchiesta sulle scommesse in Inghilterra, in un’intercettazione telefonica, una delle persone coinvolte (due britannici con cittadinanza di Singapore) affermava: “Posso truccare le partite dei Mondiali”.

Lo stesso Perumal, in un libro-intervista appena pubblicato aveva rivelato ai giornalisti Alessandro Righi ed Emanuele Piano di aver aiutato Honduras e Nigeria a qualificarsi per i Mondiali in Sudafrica del 2010.

In “Singapore Connection”, l’ebook-reportage realizzato con Gianluca Ferraris, abbiamo incontrato alcuni uomini della gang per le strade della metropoli asiatica, indagando a fondo i meccanismi finanziari e le ragioni storiche che hanno consentito a Singapore di diventare la capitale del calcioscommesse mondiale.

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Mancano ormai poche settimane a Brasile 2014, e la “Singapore Connection” sembra essere ancora in piena attività: noi continueremo a indagare e pubblicheremo presto nuovi aggiornamenti

#Luminol: persi nel supermarket

Immagina un pomeriggio come tanti, al supermercato: avanzi attraverso lunghe file di scaffali e sai a memoria dove si trovano i tuoi prodotti preferiti. Mentre li riponi nel carrello quasi ti sembra di sentirne il sapore nel palato, sempre lo stesso, così familiare, così rassicurante. E poi una vertigine improvvisa, un lampo, e quel luogo confortevole si trasforma in un posto sconosciuto e ostile: ti sei perduto al supermarket, non potrai più fare shopping serenamente.

Avete mai provato questa sensazione anche al supermercato dell’informazione? Qui a Informant siamo sicuri di sì: il mondo dei media –online, cartacei , tv- somiglia sempre di più a un supermarket dove il lettore mette nel carrello esattamente il tipo di prodotto necessario a rafforzare le sue convinzioni. Se voglio essere rassicurato su temi diversi tra loro come il sesso degli adolescenti o l’efficacia di metodi terapeutici alternativi so esattamente a quale scaffale rivolgermi. Nessuna sorpresa, molta pigrizia: sì, da quando c’è internet gli adolescenti sono sempre più perversi; sì, le grandi corporazioni farmaceutiche nascondono al cittadino metodi di cura a basso prezzo.

Ma qui a Informant siamo anche convinti che il momento “Lost in the supermarket” stia diventando sempre più frequente. Di più: noi, questa sferzata di straniamento, vogliamo davvero riuscire a viverla e trasmetterla.

Ecco perché Informant pubblicherà presto #Luminol, l’ebook di Mafe De Baggis  che offre un’angolazione obliqua, diversa e sorprendente sul mondo del web.

La tesi che Mafe racconta nell’ebook è la stessa che sta sviluppando da tempo: internet è come il luminol, il liquido impiegato nelle indagini sul luogo di un delitto per ritrovare tracce organiche. Allo stesso modo, comportamenti positivi o devianti già presenti nella società non sono causati dalla rete: internet porta solamente alla ribalta qualcosa che era rimasto sommerso o sottinteso.

#Luminol non è solo un ebook presto disponibile in tutti i negozi online; #Luminol è anche un laboratorio continuo su GallizioLab, dove ogni giorno Mafe analizzerà una notizia alla luce di questa prospettiva alternativa sul web.

Qui trovate un primo Storify del progetto, e nelle prossime settimane Informant e GallizioLab continueranno a spargere tracce di #Luminol in giro per la rete.

Veniteci a trovare sabato 12 aprile alla libreria Open di Milano alle 17:30 durante lo spazio “Open for bloggers”: chiacchiereremo un po’ sul tema.

E continuate a seguirci: perdersi tutti insieme al supermarket dell’informazione può essere davvero sorprendente.

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