Amazon Unlimited e gli ebook in streaming

Carta contro digitale, libro contro ebook, il profumo dell’inchiostro contro lo schermo retroilluminato, le librerie contro gli store virtuali: la presunta contrapposizione tra modelli di lettura resta uno dei temi più caldi del dibattito culturale. Sull’argomento noi di Informant abbiamo già detto la nostra, ripetutamente e chiaramente: non c’è, o almeno non dovrebbe esserci, alcuna contrapposizione tra i due mondi. Al contrario, più che di rivalità sarebbe corretto parlare di terreno ideale per sperimentare nuove forme di contaminazione, come abbiamo già provato a fare inaugurando una partnership con Open Milano  (trovate qui i dettagli) che in futuro riserverà ulteriori sorprese.

Con le dovute proporzioni, è quello che sta accadendo anche oltreoceano, dove sul fronte crossmediale si sono registrate nei mesi scorsi diverse novità che hanno fatto discutere. La prima, un vero e proprio ponte tra editoria tradizionale e digitale, è il servizio lanciato alla fine del 2013 da due startup statunitensi, Scribd e Oyster, che hanno trovato un accordo con le case editrici per offrire in abbonamento mensile e in versione digitale tutti i loro titoli. Qualcuno lo ha ribattezzato «il Netflix dei libri» e il paragone regge, se non altro perché, proprio come accaduto con i film e le serie tv proposte in streaming dal popolare portale canadese, ha contribuito ad alimentare il dibattito in termini di heritage: quanto indotto, insomma, si crea su vendite fisiche e reputation dei cataloghi «fisici» una volta svanita la loro fruizione virtuale? Cifre ufficiali non ne circolano ancora, ma che il business sia promettente lo prova il fatto che, proprio la scorsa settimana, anche un colosso come Amazon abbia deciso di tuffarsi nel business.

Il gigante della vendita al dettaglio via internet entra in gara con un suo abbonamento mensile per la lettura senza limiti sul proprio reader Kindle. Una scelta di campo che potrebbe minacciare, in prospettiva, la stessa esistenza delle case editrici tradizionali. Amazon oggi vende di tutto: dai mobili da giardino ai cellulari, dai pannolini al pesto genovese Dop. Ma deve la sua nascita, e molte delle sue fortune attuali, allo sterminato catalogo di libri di cui dispone: oltre 600 mila titoli, che dal mese prossimo l’iniziativa Kindle Unlimited renderà disponibili a 9,99 dollari mensili, sia naturalmente su piattaforma Android (la casa naturale del Kindle) sia, tramite apposito adattatore, su iOS, dunque anche per iPad e iPhone. Per il momento il servizio è limitato al mercato statunitense, ma sarebbe già allo studio un’espansione verso Germania e Uk, i principali mercati europei del download editoriale con quote vicine al 15% (in Italia l’ultima rilevazione si ferma al 3,9%).

Rispetto a Scribd e Oyster (che dispongono rispettivamente di 400mila e 500mila titoli) Amazon garantisce una scelta più vasta, accessibile e a costi analoghi. Ma la società di Jeff Bezos ha un altro asso nella manica che i competitor non possono schierare: i subscribers di Unlimited avranno a disposizione, all’interno dello stesso pacchetto, anche la versione audiobook: chi legge a letto, la mattina può portarsi il reader in automobile, o in cucina, o a fare jogging con sé. Un potenziale davvero interessante, che secondo molti addetti ai lavori potrebbe dare, in prospettiva, una spallata decisiva all’editoria tradizionale. E forse non è un caso, se, come riportano diversi siti geek a stelle e strisce, i big publisher statunitensi non hanno ancora concesso l’inclusione di molti loro bestseller nell’offerta Unlimited. O forse è solo questione di royalties. 

Staremo a vedere: di certo i prossimi mesi ci diranno qualcosa di più chiaro sulla direzione nella quale si muoverà il mercato.

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