The Guardian e @ThelongGoodRead

The Guardian è senz’altro uno dei “quotidiani” storici (definizione ormai datata) che rappresenta per i lettori e gli addetti ai lavori l’operatore dell’informazione europeo che sta interpretando al meglio i cambiamenti in atto del giornalismo puntando strategicamente sul digitale e sui nuovi modelli di giornalismo.

Al digital first, ormai imperativo per tutti i player dell’informazione, The Guardian ha saputo rinnovarsi con quello che chiama Open Journalism e con strategie che sfruttano tutte le fonti, facendo dialogare dinamiche di produzione dall’alto e dal basso, e tutti i canali digitali efficacemente (twitter, blog, app, ebook e content curation).

Tra i modelli di giornalismo più strategici su cui si è pronunciato il Guardian, oltre al Data Journalism, oggetto di uno dei primi blog più autorevoli sul tema, abbiamo assistito anche alla sterzata verso un long-form journalism veicolato tramite gli ebook con il lancio dei Guardian Shorts e ora con una personale curation: TheLongGoodRead.

Come si legge, l’aggregatore ha il compito di raccogliere ogni giorno due tra gli articoli più lunghi (tra le 2000 e le 4000 parole), consapevoli che:

These longer articles are often the most interesting to read but not always easy to find. Nor is it necessarily the right time to read them when you do (or perhaps you just don’t like reading long articles on your work’s computer screen).

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