A ognuno il suo: il Reportage Narrativo in Italia

Robert Boynton nel 2005 ha pubblicato un libro dal titolo “The New New Journalism”: una serie di interviste ai più promettenti autori-giornalisti americani di non-fiction stories. Secondo il curatore questi scrittori riprendono la tradizione del New Journalism variandone alcuni aspetti prettamente letterari per sostituirli con altri elementi di natura giornalistica. Questo canone viene per l’appunto ridefinito New New Journalism.

Boynton pone una domanda rappresentativa ai giornalisti:

Do you think there is something peculiarly American about kind of long-form nonfiction?

Eric Schlosser risponde così:

Yes, I was just talking with a British editor about the death of long-form non-fiction in the UK. She said there is a real hunger for it over there, but the Brits don’t have the kinds of magazines that support it. The long-form nonfiction that’s successful there tends to be written by Americans.

mentre Susan Orlean afferma:

Yes. I was just interviewed by a German newspaper and the reporter told me that German writers had only recently started doing literary journalism. I think Americans are uniquely curois about the American experience. Maybe it is because we are such a large country with such a diverse culture…

Dalle risposte sembra proprio che si tratti di una tradizione tutta americana. Boynton riaggiorna l’introduzione al libro illustrando anche la nuova tendenza a riscoprire il long-form journalism attraverso le nuove piattaforme di distribuzione e i nuovi device di lettura digitali.

E in Italia? Esiste una tradizione di aspirazioni narrative del giornalismo?

Senz’altro c’è un giornalismo diverso rispetto a quello statunitense, quello che più si avvicina al long-form journalism sembra essere il cosiddetto reportage narrativo che fonda narrazione e inchiesta e che sembra essere “l’adattamento italiano dei supplementi americani in cui è nato il new journalism”.

Nel libro “Uccidiamo la luna a Marechiaro: il sud nella nuova narrativa italiana”, Daniela Carmosino scrive:

E’ comprensibile dunque che il reportage narrativo sia parso a molti lo sbocco naturale al desiderio di raccontare schiettamente il Sud e quello che del Sud non era mai stato raccontato…

Il reportage narrativo è un ibrido che condivide con l’inchiesta gironalistica l’oggetto di rappresentazione e il metodo d’indagine: la realtà (spesso il fatto di cronaca) verificabile e verificata su precisi documenti e testimonianze; poi, però, per raccontare questa realtà raggiungendo un maggior impatto emotivo, si avvale della strumentazione retorica della narrativa.

Insomma a ognuno il suo.

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